1605 aprile 20, <Brescia?>.

Testamento della contessa Giulia Maggi Gambara.

Brescia - Archivio di Stato: Archivio Gambara, busta 15.

Ediz.: Selmi, 2008, p. xxvi (con data 8 ottobre); [trascr. di Beatrice Nilde Pedace].

Cfr. Boselli, 1971, Nuove fonti per la storia dell’arte. L’Archivio dei Conti Gambara presso la Civica Biblioteca Queriniana di Brescia: il Carteggio, Venezia, Istituto Veneto.


Nel nome di Dio et della Gloriosa Vergine madre et di tutti li Santi considerando io Giulia filiola del q. Sig. Scipione Maggio et moglie del q. Sig. Co. Lucretio Gambara che non è cosa alcuna più certa della morte né più incerta dell’hora di quella, ho pensato che sia cosa buona et Christiana mentre che io son sana di mente et di corpo fare questo mio test<ament>o, per disponer di tutti li miei beni così presenti come futuri tanto mobili quanto stabili, et per sé moventi a finché per causa di essi non nasca doppo la mia morte lite né controversia alcuna tra miei posteri et heredi; et questo mio test<ament>o che sarà scritto et sottoscritto di mia propria mano et sigillato col mio proprio et solito sigillo voglio et intendo che sia infallibilmente esseguito nel modo che poi di sotto sarà ordinato, et in caso che non valesse per test<ament>o intendo che vaglia per via di codicillo o di donatione o di ultima volontà et in tutti quelli migliori modi che si possa imaginare secondo le leggi. Pronta adonque io lascio et racomando l’anima mia con ogni umiltà quando si separerà dal corpo all’omnipotente et misericordioso Dio, alla gloriosa Vergine Madre et a tutta la corte del Cielo pregando con ogni devozione la sua divina maestà che con la intercessione di tutti li santi voglia accettarla in loco di salvazione et di salute eterna, per sua misericordia sola et non per merito mio alcuno.

Et lascio et ordino che il mio corpo sia sepolto nello stesso loco dove è il corpo del Co. Lucretio Gambara mio Car.mo figliolo con espresso comandamento all’infradetto mio herede che mi faccia seppellire senza pompa alcuna mondana ma vestita di habito di monacha negro, acompagnata da sei preti soli et che la notte seguente siano destribuiti a luoghi pii et poveri di Cristo cento ducati nel modo che piacerà al mio herede et per trenta giorni continui ne siano dette in diverse chiese cento messe ogni giorno per l’anima mia. Et lascio et ordino che tutti li legati fatti et lasciati dal q. Sig. Scipione Maggio mio padre nel suo altro test<ament>o, benché siano perpetui quelli dirò che non sono stati francati benché siano perpetui, siano pagati compitamente et affrancati per la parte mia spettante a me in termine di un anno doppo la mia morte delli frutti delli miei beni in caso che io non li havessi pagati tutti inanzi la mia morte. Et lascio lire lire mille da parte alle Rev. madri capucine per una volta sola da essere spese nella fabrica della loro chiesa o convento obligando il mio herede a pagarli in termine di anni per ogni anno la terza parte con li frutti sudetti de’ miei beni.

Et lascio ad ogni donna che al tempo della mia morte si ritroveranno in casa alla mia servitù et che habbiano servito alla persona mia per il tempo di quatro anni che li sia dato un letto di penna matarazzo pagliarizzo cavezala: due lenzuoli coperta et cavaletti overo lettiera, basta che se li dia qual letto overo lettiera dove sono solite a dormire mentre mi servono con quelle robbe che sono solite adoperare, preso di quel letto, et che io nomino qui di sopra et lire cento per parte, una volta sola oltra il suo salario [...]

Et se in caso che a tempo avenire fosse fatta la Sepoltura della casa da Gambara nella Madonna Delle Gratie di Brescia et che mi fosse portato il corpo del soprad.tto Co. Lucrezio mio figlio lo voglio et ordino che mi sia portato ancho il mio acciò stia sempre apresso di quello nel qual caso lascio che il legato fatto alli Rev.di Padri di S.to Antonio sia diviso per metà sì che il mezo resti a loro et l’altro mezzo sia dato alli Rev.di Padri della Madonna delle Gratie nell’istesso modo et conditione scritte nel soprad.to legato con obligo però alli Rev.di Padri delle Gratie di celebrare una messa quotidiana per l’anima mia all’altare della Madonna.

Et io Giulia Maggia Gambara soprad.tta ho scritto di propria mano la presente sedula testamentaria et sottoscritta et sigillata doppiamente col mio solito sigillo a dì venti Aprile anno 1605 et puoi consegnata a ms. Marco Buicio de Zanoni nodaro in Brescia, acciò ne faccia rogito autentico sì che quando venirà il caso di esser aperta sia inviolabilmente esseguita.

Io Giulia Maggia Gambara
sopra detta scrissi
locus sigilli

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