Il San Giuseppe del medico Planerio

 

Il quadro è la pala dell’altare maggiore della chiesa dedicata a San Giuseppe, e fu commissionato dai fratelli Planeri (o Pianeri), come risulta dallo stemma di famiglia e dalla relativa iscrizione sul basamento della tribuna cui si appoggia il santo dormiente: 

DEO OPT(imo): MAX(imo): ET
DIVO IOSEPH. PETRVS
ET IOANNES PLANERI
FRATRES Q(uondam). 
D(omini). LVDOVICI
OPVS HOC DICARVNT
M.D.L.XX

In italiano: “A Dio Ottimo Massimo e a San Giuseppe, i fratelli Pietro e Giovanni Planeri, figli del fu Ludovico, dedicarono quest’opera. 1570”.

Giovanni Planerio era all’epoca uno dei quinzanesi più in vista, essendo stato medico presso la corte imperiale di Vienna e avendo pubblicato una serie di opere latine di medicina, di oratoria, di astronomia, e un opuscolo sui luoghi e i personaggi di Quinzano. Abbandonata poi la professione, il vecchio medico si ritirò nella sua casa di vicolo Valtrompia e si prese a cuore la vicina chiesa di San Giuseppe, dotandola di reliquie e di opere d’arte, tra cui questo grande dipinto, dove con qualche immodestia, ma conforme all’uso del tempo, si fece ritrarre nelle vesti del santo titolare.

Nelle due scene minori sono raffigurate a destra, in un interno, Maria presso la cugina Elisabetta; a sinistra la fuga in Egitto, in un paesaggio ampio e fantastico.


Luca MOMBELLO (attrib.), Il sogno di San Giuseppe (1570). Quinzano, chiesa di San Giuseppe, pala dell'altare maggiore. 
Alla base si nota lo stemma della famiglia Planeri, affiancato alla dedica dei fratelli Pietro e Giovanni qm Ludovico.

Dettaglio. Il volto di san Giuseppe, in cui è evidentemente ritratto il committente dell’opera: il medico Giovanni Planerio.

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