Santi e soldati

 

LUMINOSOe disteso Quinzano, come un gregge di pecorelle sotto la mano benedicente di Santa Caterina “della ruota”, che scongiura il pericolo di un’invasione militare.

LA NOTAZIONE del paesaggio urbano è, anche qui, minuta fino allo scrupolo: elevati sopra la linea dei tetti emergono i luoghi religiosi: la Pieve e il vicino santuario, la bella torre di San Rocco, la Parrocchiale col suo nobile campanile e la piccola Disciplina, San Giuseppe al centro del borgo di Borgo. Con molta cura sono pure delineate le antiche contrade: della Motella (via Beata Stefana) e, di qua dal solco delle Savarone, del Belvedere; in primo piano la contrada di Santa Maria con la santella de la Mórt, verso l’orizzonte Nemarià (via Almaria), e poi il Castello, nascosto tra le piante, e il borgo occidentale.

 

La teletta, opera di un pittore di ex-voto, fu forse commissionata dal Comune (di cui figura lo stemma, pur in forma impropria, nell’angolo in basso a destra) in seguito al passaggio incruento di una compagnia militare, rappresentata dalle file compatte di fanti e cavalieri che, giunti all’ingresso occidentale del borgo di Borgo per la via Francesca, contrattano con i notabili del posto, e infine se ne allontanano per la contrada di Santa Maria.

Il punto di vista sembrerebbe dall’alto di un campanile del Convento; la data dell’opera dovrebbe collocarsi tra il 1712 (erezione del campanile della Disciplina, che figura nel dipinto) e il 1716 (erezione di quello della Pieve, che invece nel quadretto non compare).


 

Santa Caterina d’Alessandria protegge Quinzano da un’invasione militare (1712-16). Quinzano, chiesa di San Giuseppe.

Dettaglio. Il paese di Quinzano, nelle sue minute articolazioni urbanistiche e monumentali.

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