Perché ‘ritratti’ ?

 

COME il volto degli uomini ha una sua fisionomia, e questa è presente dall’origine della persona per tutta la sua esistenza, e non è mai la stessa da una stagione all’altra, da un’età alla successiva, eppure è sempre quella perché porta i tratti dell’individualità pura e inimitabile che la anima e la guida, così il volto dei paesi.

IL SEGNO di una comunità di uomini assume i tratti di una cultura e di una storia che ne fa espressione, serena o cupa, dolorosa o inerte, dello sguardo con cui quel luogo e quell’umanità osserva e interpella il mondo fuori.

NON OCCORRE che quella comunità sia conscia dei propri lineamenti per esistere, così come per vivere non serve aver veduto il proprio volto; ma i volti umani hanno la vita del ricordo breve, le città la vita breve di generazioni di memorie.

 

Perché ‘una terra’ ?

 

TERRA è voce antica che sa di estati e di inverni, di vite e di lavoro: è la parola con cui un tempo si indicava il borgo e la sua campagna, il luogo della casa e della fatica.

ANCHE oggi il paese ha un volto, ed è volto autentico anch’esso, sebbene in parte scalfito dalle rughe della modernità. Ma noi, che amiamo le sfide, abbiamo sondato nella memoria alla ricerca di un’età più verde.

NON GIOVINEZZA abbiamo trovato: solo altre rughe, più incise forse e più brucianti: guerre e offese, pestilenze e morti, carestie e soppressioni. Al centro sempre un campanile, più elevato e antico dei tanti minuscoli campanili che i minuscoli animi coltivano, senza volto e senza respiro.

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