1592 gennaio 27.

Epigrafe funebre di Nicolò (già Paolo Emilio) Gambara (1537-1592).

Verolanuova: chiesa della Disciplina (già prepositurale di San Lorenzo), mausoleo murato nell'ultima campata a sud dall'ingresso.

Incisione in pietra.

Ediz.: P. Guerrini, 1934, pp. 980-81.


NICOLAO GAMBARÆ COM(iti).

VIRO CV(m) FAMILIÆ NOBILITATE TV(m) VIRTUTE REBVSQ(ue) GESTIS. CLARISS(imo)
NAM IN SVBALPINO BELLO AVSPICIIS FERANTIS FRANCISCI MARCHIONIS
PISCARIÆ SV(
m)MI COPIAR(um) CAR(oli) .V. DVCIS MILLE PEDITIBVS SVMMA
SVA CVM LAVDE PRÆFVIT . IN PANONIA VOLONTARIVS MILES
ALPHONSO II FERARIÆ DVCI EGREGIAM OPERAM NAVAVIT.
IN PRÆLIO NAVALI CONTRA TVRCAS VEN(
etiarum). REIP(ublicae). SINGVLARE(
m) FIDEM
AC FORTITVDINEM PROBAVIT . DOMIQ(
ue). NON MINVS QVAM
MILITIÆ PRÆSTANS PIETATE MAXIME AC PRVDENTIA ENITVIT.

FRANC(iscus). GAMB(ara). EX PATRE NEPOS OPT(ime). DE SE MERITO P(osuit).
OBIIT AN
(no). SAL(utis). CIƆIƆVIIIC VI KAL(endas). FEBR(uarii).
CVM VIXISS
(et). AN(os). LIIII MENS(es). IIII DIES XVI.


Traduzione

(P. Guerrini) Al conte Nicolò Gambara, uomo chiarissimo e per la nobiltà della famiglia e per le sue virtù e imprese, poiché nella guerra subalpina sotto gli auspicii di Ferrante Francesco marchese di Pescara comandante generale dell’esercito di Carlo V condusse con somma sua lode mille fanti, milite volontario in Ungheria prestò egregiamente la sua opera al duca di Ferrara Alfonso II, nella guerra navale della Repubblica Veneta contro i Turchi dimostrò una singolare fedeltà e forza, e risplendette in casa come nella milizia per la grande pietà e prudenza, Francesco Gambara nipote eresse (questo monumento) al benemerito zio.

Morì nell’anno del Signore 1592, il 27 gennaio, avendo vissuto 54 anni 4 mesi e 16 giorni.

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