GANDINO Giovanni Francesco (13.04.1606 - 05.02.1652), padre dell'autore.

Gandino Giovanni, Giardino de Letterati di Quinzano, 1717, pp. 212-216. (Cfr. Alveario, pp. 451-455).

Edizione: Casanova, 1996.04.

Trascr.: tcas (liv. 2).


Giouan Francesco Gandino

Il buon gienio, ed intemerate[1] azioni di Giouan Francesco Gandino meritano Eloggi di lode singolare, e di memoria riguardeuole, ed indelebile. Ebbe questi da’ Lucretio Scipione, e da’ Tadea sua Consorte alli 13 d’Aprile dell’Anno 1606 in questa Casa, ed in questo Castello il Lui nascimento di particolare inclinazione alla Religione; là doue dal di Lui Genitore [213] fù ben educato nelle Scuole dell’Vmane Lettere, ed ancho della Musica nella Patria, in Brescia, e medesimamente in Bologna, con sentimento uniforme d’abilitarlo ad apprendere la Veste, ò Abito del Glorioso Patriarca Santo Domenico, nella cui Religione sono fioriti tanti Soggetti di questa Patria, che non men quella, e questa, che i Loro Nomi tanto onororono, come la Chiesa medesima ancòra. Quando poi occorso al Genitore di rimaner priuo di Giouan Battista altro suo Figlio, per mezzo del quale pensaua sostenere la continuazione della sua Casa, conuenne applicare questo sentimento, e speranza in Giouan Francesco; applicollo perciò alli studii spettanti alle leggi ciuili, e municipali, e poi alla Pratica del Studio di Giouan Paolo Guadagno causidico in Brescia, ad apprendere la cognizione del Foro, e di ben formare Scritture, et Istromenti per diuenirne à seconda del gienio del Genitore Notaio, come seguì l’Anno ...[2] Cosí pure desideroso il vecchio suo Padre di ueder per mezzo di questo Figlio propagarsi la sua Famiglia l’accasò con Vittoria Figliola di Giouanni Pizzoni suo intimo Amico Nobile originario della Città di Lodi, nato in Quinzano, ed abitante nella Parrocchia di Santo Lorenzo in Brescia: Contratto famigliarmente manegiato dalli Genitori medesimi, e stabilito con piena sodisfazione Loro, e de Figlii medesimi, seguendone colà il Spozalizio alli 26 di Genaro dell’Anno 1630 circa 2 hore di notte nella Disciplina di Santo Lorenzo, e colà fermandosi per alcuni anni nella nostra casa in contrata di [214] Santo Domenico, riportò dalla moglie in quei tempi li Parti delle 2 prime Figlie. Premendo poi’ alla Communità di questa Patria d’auere Soggetto, che fedelmente sostenesse lo grado della Cancellaria, ed al Genitore l’Ecconomia della Casa fù chiamato sostenere le sue ueci, che sin che uisse ne adempí impuntabilmente le parti impartendo alla medema, ed à queste chiese il suo seruiggio di suonarli l’Organi, ed à questa Dottrina Xpistiana di Cancelliero. Fù egli quello, che insinuò al Pubblico di fare alla chiesa parrochiale l’organo presente, mentre per auanti ue n’era un altro portatile nel Coro di niuna ueduta, e di pochi Registri, al quall’esempio ancho la chiesa di Santo Rocco ne fabricò un altro di uaga ueduta, stati da’ Lui’, prima d’ogn’altri suonati, e per auanti in quella chiesa di Santo Rocco, e di Santo Giuseppe soleuansi suonare solo il Regale portatile, che quì si chiama col titolo di Cighale, Instromento antico di questa Terra, che poi postosi in disuso, per essere prouedute queste chiese d’organi era mall’andato, e per uendersi per il solo matteriale delle Canne, ch’io rissolsi comperare per mera curiosità, ed acciò si conserui la memoria di Istromento tanto Antico, e che hà seruito à queste chiese etc. Dilettauansi in quei’ tempi questi buoni Religiosi assai’ molto della Musica, esercitandola non uenalmente né per uana ostentazione, mà liberalmente e per solo onore di Dio e di questa chiesa; onde di souente radunauansi in questa Casa à far le pruoue delle messe, Vespri, et Hinni [215] ed altre composizioni musicali per meglio riuscire poi al cantarle in chiesa con Loro somma allegria, e contento del Popolo, della Patria, e uicinato ancòra. Ebbe questi in quei tempi dalla moglie li Parti di due altre Figliole, che per esser femine ne uiueua alquanto malenconico, per il dubbio, che la Casa non si propagasse; onde da’ Lui, e da’ tutti della Casa fatti li ricorsi à Dio per mezzo di diuozioni[3] fatte al Glorioso Santo Nicolò, ed à Santo Filippo Neri col dono fatto all’Altare di quello d’un ricco Camice, Touaglie, Candeglieri pesanti di fino ottone, Vna Veste di Drappo nobile della Lui’ propria Genitrice con cui’ all’Altare li fù fatti li Pali, come ancho il Dono spezioso di due Angeli in statua uagamente dipinti, ed indorati, ne sortí la consolazione bramata da’ Lui’, dalla moglie, dalla Casa, e dalli Amici ancòra, che tutti annellauano, pregando medemamente anch’essi di uederlo consolato; onde poi’ seguì, che fece uarii miglioramenti alla Casa, e specialmente al Fenile una galante Capella, ò chiesetta pitturata della Incoronazione della Beata Vergine Maria, dell’Angelo Custode, e molti altri Santi suoi Diuoti, aciò[4] preseruino la Prole, Case, ed il suo Patrimonio. Quando poi infermatosi da’ febre, che ne rimase non affatto risolto, fù poi soppragiunto da’ una doglia nel Lato sinistro con infiammazione della Pleura ne conuenne soccombere alli 5 di febraro nell’Anno 1652 nell’età d’Anni solo 46 rendendo l’Anima sua al Creatore munita di tutti li Santissimi Sagramenti, e benedizioni spirituali. [216] Fù molto sensibile questa perdita alla Casa, alla Comunità, alle Venerande Scuole, ed alle genti della Patria, che notoriamente con le lagrime, e singhiozzi ne diedero pieni argomenti, come pure molto rinchrebbe alli Cauaglieri uicini, e specialmente alle due Famiglie Martinenghe del Casteletto, e di Padernello per auerlo sperimentato e conosciuto per Vuomo da’ bene, sincero, giusto, e di intemerata giustizia, ed onore. Rammemora la sua Vita il nostro zio Prete Pietro Antonio suo Fratello, ne manuscritti proprii riferendone altre qualità onoreuoli alla diuozione sua uerso de Santi, alla pietà uerso de Poueri, e del suo grand’Amore uerso Dio etc.

Ioannes Franciscus Lucretii Scipionis Gandini, et Thadeę Girellę
Fidelium Coniugum die 13 Aprilis Anni 1606 natus
Dilectus Filius
Humaniorum Litterarum, Legum Ciuilium,
Municipalium, et Notarię ornamento
Presbyterorumque frequenti oblectamento
Memorabilis.
Die 5 Februarii Anni 1652
Obiit.


[1] Segue «azzi», cancellato. [2] Spazio bianco nel ms. [3] Corretto da «diuozione». [4] Segue «P», cancellato.  

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