GANDINO Scipione (05.02.1559 - 11.11.1638), nonno dell'autore.

Gandino Giovanni, Giardino de Letterati di Quinzano, 1717, pp. 198-202. (Cfr. Alveario, pp. 433.436).

Edizione: Casanova, 1996.02.

Trascr.: tcas (liv. 2).


Lucretio S<c>ipione Gandino

Ebbe questi alli 5 di Febraro dell’Anno 1559 il Lui nascimento in questo Castello, ed in questa Casa l’Antica della Famiglia dall’antedetto Bartholomeo 3° Gandino, e da’ Teodora sua Moglie Nipote di Giulio Pauese Arciuescouo di Surrento tanto memorato dal Cardinal Sforza Pallauicino Gesuita nella sua Opera Istorica del Conseglio di Trento. etc, Da’ Giouan Michele [199] Piò Bolognese dell’ordine de PPadri Predicatori; Dal Padre Andrea Roetta Domenicano nella sua Biblioteca de PPadri etc. Dal Padre Leonardo Cozzando Seruita nella sua Liobraria Bresciana, e da’ Ottauio Rossi negl’Eloggi de Bresciani illustri, Da’ Agostino Pizzoni Prete nell’Istoria di Quinzano, Da’ Giouanni Pianeri Medico Celebre in Vienna, Ongaria, Venezia, e Brescia nella sua opera de Descriptione suę Patrię, et eiusdem Illustrium Virorum eiusdem suę Patrię enumerazione, ed altri Istorici etc. e sí come Lucretio Sipione hebbe ueramente una bella, ed vmana fisonomia di uolto, grande, e maestosa presenza, donato d’ottimo, e ben complesso temperamento; così ancor’umani, giouiali, e tali i Lui costumi, e lunga uita uisse. Ebbe l’animo molto ben adorno dell’Vmane Lettere, delle Leggi canoniche, ciuili, municipali, e specialmente delle Ragioni della Communità, e dilettandosi molto della Lettura de Libri di Santi Padri, e della Sagra Scritura ebbe pochi pari che l’uguagliassero in referirne le storie. Notaio ben esercitato nella Patria, nelle Terre uicine, e luntane ancòra: Cancelliero ordinario della Communità, di queste Scuole, e della Dottrina Cristiana ancòra. Ebbe l’onore di complimentare à nome della Patria Santo Carlo Borromeo Arciuescouo di Milano, quando Quì uenne à far la sua Apostolica uisita seguita nelli 29 di Giugno uerso la sera nell’Anno 1580, come ancho la grazia di riceuere da’ quelle Sante Mani il Sagramento dell’Eucarestia, e d’adobbarli la Camera del dormire delle supelleteli proprie di questa Casa, nella [200] quale per anco si conserua da’ noi come Reliquia Sagra, ed insigne lo Stramazzo sopra cui il medesimo Santo Carlo dormì albergato dall’Arciprete di quei’ tempi Don Fabiano Gauazzone nel luogho, che per auanti era del Poeta Quinzano, ed ora presente del Consorcio di queste Venerande Demesse, e uicino al nostro Abitato. Nell’anno 1592 per nome, e seruiggio della Communità ospitò in questa Casa il Nobil Huomo Sier Benetto Moro Capitanio Grande di Brescia con un Camerlengo, Collatrale, e lor seguito di persone in numero di 50 oltre altre persone di Quinzano in numero di 37 tenute alle Taole, rifferendo nelli suoi manuscritti delle memorie d’auer trattato quell’Eccellenza, e sua comitiua con magnificenza speciosa, ed all’uso de Grandi di Spagna, illuminando la Taola tanto di giorno quanto di notte con grosse Torcie di Cera bianca, e che quell’Eccellenza ne restasse molto ben sodisfatta non meno dello splendore e generosità della Communità, che della sua persona. Fù Vomo d’eleganti, e pii costumi diuotissimo dell’Anime de Deffunti, ed Amico amoroso di tutti, e sopra tutto di grande misericordia uerso il Prossimo, uolendo sempre nelle occasioni de morti accompagnare alla sepoltura qualunque morto per minimo, che fosse, e fare alle Case Loro il discorso funebre adattato per ben consolarli, ed uniformarli gl’Animi Loro à piaceri diuini. Recitaua ogni giorno l’Officio grande de Preti, ed’ inimico dell’ozio spendeua il tempo in far seruiggi al prossimo, e leggere Libri de SSanti Padri, ò di Sagra Scrittura, ò d’altra Storia pertinente [201] al uiuere ciuile, politico, e Cristiano, con la singolarità appresso della Lui’ intrepidezza nelle cose auerse, e della pace, che à tutti desideraua[1]. Fù desiderato dallo Spettabile Territorio di Brescia con repplicate esebizioni di quelle Cariche per il gouerno del medesimo, mà innamorato della Patria, e della numerosa sua Prole rinonciò à quei’ inuiti attendendo con sedulità all’Ecconomia della Casa, ed educazione de Figlioli sin che uisse. Ebbe la grazia di uedere, e godere ancòra 3 Figlioli Religiosi, e due Figliole maritate etc., et un Figliolo amogliato, che fù nostro Padre, tutti riportati da’ Tadea Girella da’ Virola Alghise stata educata nobilmente nel Monistero delle Monache di Santo Paolo in Brescia, oue trouandosi anche alcune Monache della Famiglia Pauese zie di nostro Auo da’ Loro fù consigliato il Matrimonio frà la sudetta Figliola Tadea, e Lucretio Sipione nostri Aui che seguì nel giorno delli 10 di Febraro l’Anno 1584 nel Parlatorio di quel Monistero etc.} Ebbe pure ancho ala grazia di uedere stabilite questa chiesa Parrochiale, e la Torre della medesima Chiesa, riferendo ne Suoi manuscritti la memoria d’esser stato eletto Deputato, e d’auere nelli Fundamenti d’essa Torre con le proprie mani piantate trei Croci d’oliua benedetta. Carico poi d’Anni sopra li 80 mà più di meriti munito di tutti li Sagramenti e benedizioni spirituali, rese al Redentore l’Anima sua alli 11 di Nouembre dell’Anno 1638. In Casa nostra si conserua [202] il suo Ritratto in Pittura con la seguente Inscrizione.

Lucretius Scipio
Bartholomęi Gandini,
Et Theodorę Pauesię Coniugum
Filius,
Notarię synceritate, Iurum Ciuilium,
Municipalium, et Sacrorum Librorum
lectione,
Officii Diuini recitatione, erga pauperes,
Nec non Deffunctorum Animas amore,
Atque Filiorum solerti Censura
Comendabilis.
Octuagenarius die 11 Nouembris
Anno 1638 obiit.


[1] Qui è omesso l’episodio che figura in Alveario, pp. 434-35.

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