Variazioni sul tema del Convento

 

Il dipinto, nato come pala dell’altare del Santissimo Sacramento nella chiesa parrocchiale di San Faustino, fu spostato in San Giuseppe allorché nel 1909 la cappella (sulla testata orientale della navata sinistra) fu dedicata al Sacro Cuore. Rappresenta, contornato dai simboli della passione, il Cristo Glorioso, dal cui costato scaturisce un fiotto di sangue, raccolto in un calice da un cherubino: un motivo tipico della devozione eucaristica, come tipiche sono le figure della Maddalena e di San Paolo, il quale regge una stele con le parole introduttive del memoriale eucaristico: «qvod accepi a domino hoc tradidi vobis .i. cor. ii.» [Ciò che ho ricevuto dal Signore l’ho trasmesso, consegnato a voi (I Cor. 11, 23)].

Il paesaggio tra i due santi, secondo una tradizione non comprovata, rappresenterebbe uno scorcio del Convento quinzanese di Santa Maria delle Grazie: un’ipotesi che, comparata sulla topografia ottocentesca, potrebbe anche non essere del tutto inverosimile, pur considerando l’incongruenza di parecchi particolari, come la montagna sullo sfondo, oppure la forma semicircolare dell’abside, o ancora la costruzione in cui si apre il portone d’ingresso.


 

Il Cristo Eucaristico, con i simboli della passione, San Paolo e la Maddalena, detto anche “Il Preziosissimo Sangue”, (fine del sec. XVI).
Quinzano. chiesa di San Giuseppe.

Dettaglio. Paesaggio di fantasia con monastero.

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