I meriti del beato Amedeo

 

UNO straordinario rilievo, una specie di “foto aerea” del Convento di Santa Maria delle Grazie, fondato a Quinzano dal beato portoghese Amedeo Menez de Sylva nel 1464, ci restituisce un’istantanea della memoria minuziosissima nei particolari della struttura conventuale.

UNA testimonianza insostituibile per noi, che del Convento abbiamo ormai perduto ogni minima traccia all’infuori del semplice nome.

 

L’iscrizione ai piedi dell’affresco dice:

L’ANO 1464 FV FABRICATO IL MONASTERO FVORI DELLA TERRA DI
QVINZANO DAL BEATO AMADEO IL QVAL NOMINÒ SANTA MARIA

Il convento francescano quinzanese sorse in una località a nord-ovest dell’abitato, su di un appezzamento donato da un devoto al beato Amedeo Menez de Sylva (1420-1482). Questi vi insediò una comunità di Zoccolanti, cui nel corso dei secoli subentrarono i Minori Osservanti, fino al momento dell’invasione napoleonica, in seguito alla quale la comunità fu sciolta e il cenobio soppresso. Non più utilizzato per la vita religiosa, l’edificio venne spogliato e infine demolito nel 1810.

La chiesa conventuale, che doveva essere la più grande del paese, era sede di una compagnia di laici intitolata alla Concezione, fervida di attività e di iniziative, ed era singolarmente ricca di beni artistici (tra i quali un dipinto del Moretto del 1521 e un organo di Graziadio Antegnati del 1585), in gran parte dispersi o distrutti al momento della soppressione.

Nell’immagine del Convento, visto da sud, si notano abbastanza bene i due chiostri minore (occidentale) e maggiore (centrale), e il viridario nord-orientale; adiacente al lato settentrionale del chiostro grande, la chiesa delle Grazie con i suoi campanili e il sagrato circondato da un boschetto; in primo piano sulla ds. la testata sud del corridoio orientale (dove forse erano situate le celle dei frati), coronata da una grande trifora.


 

Il Convento di Santa Maria delle Grazie di Quinzano (sec. XVI). Brescia, Convento di San Giuseppe, chiostro medio.

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