CONFORTO Cecilio (18.10.1526 - 1606 ca), giurista.

Nember, Giuseppe, Gli Scrittori, e Uomini più chiari di Quinzano Paese illustre della Provincia di Brescia, ora chiamata Dipartimento del Mella, ms autografo già nell’archivio Nember di Quinzano, luglio-settembre 1810, p. 10.

Edizione: Nember-Guerrini, 1934, n. XXVIII, p. 105.


VIII. Conforto Cecilio

Cecilio Conforto nacque à 18 di Ottobre del 1526. Ebbe due Fratelli Girolamo, di cui parlerò, e Pompeo, che fu un eccellente musico (1). Luigi suo padre[1] gli assegnò per Maestro, e direttore de’ suoi studj Bartolommeo Teanio, che ha parte trà questi Uomini illustri.[2] Appresa la lingua latina, studiò[3] la Filosofia,[4] e la Legge civile. In quest’ultima facoltà fu laureato[5] in Padova nel 1551. In Brescia esercitò la sua professione con lode, e riputazione[6] (2). Il Planerio pretende, che abbia sostenuto la carica di Vicario di Salò (3), ma non la assegna ad alcun anno. Terminò di vivere intorno all’anno 1606.

Lasciò dopo di sé alcuni Manosscritti in materia legale, i quali furono posseduti dal Medico Fisico Giovanni Gandino, raccoglitore delle cose spettanti agli Uomini chiari di Quinzano sua Patria.[7]

 

(1)    Ioannes Planerius =Enumeratio Virorum Illustrium pag. 6. Edizione di Vienna.

(2)    Veggasi l’epistola morale di Giovanni Planerio, cioè la VI a carta 8.

(3)    Planerius =Enumeratio &c.= loc. cit.


[1] NG qui aggiunge una nota: «(2)Molte cose io potrei dire a lode di Luigi Conforto, genitore fortunato di Cecilio, ma queste io le ometto per brevità. Giovanni Planerio Enumeratio virorum illustrium pag. 6 lasciò l’elogio di lui nella seguente maniera: “Aloysius Confortus eorumdem frater Iureconsultus hodie Brixię celeberrimus etc.”» [2] «che ha... illustri»: aggiunta di B. [3] NG 1934: “si diede ad imparare”. [4] NG 1934: segue “la Matematica”. [5] NG 1934: “riportò la Laurea dottorale”. [6] NG 1934: “con vera lode di dotto Giureconsulto”. [7] NG 1934: “I suoi consulti mss. in materia testamentaria furono posseduti da Giovanni Gandino; qual sorte poi abbiano avuto io non saprei indovinare.” 

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