CALZAVACCA Illuminato (24.02.1625 - 04.11.1682), minore osservante.

Nember, Giuseppe, Gli Scrittori, e Uomini più chiari di Quinzano Paese illustre della Provincia di Brescia, ora chiamata Dipartimento del Mella, ms autografo già nell’archivio Nember di Quinzano, luglio-settembre 1810, pp. 3-4.

Edizione: Nember-Guerrini, 1934, n. XXXIX, pp. 116-117.


VI. Calzavacca Illuminato Minor Osservante

Merita di non essere passata sotto silenzio la memoria di questo[1] Uomo per la gloria, che si acquistò, e per cui’ si distinse trà quelli della sua Religione. Nacque[2] l’anno 1625 à 24 di Febrajo. Ne’ suoi prim’anni mostrò una sodezza di giudizio, che sorpassava lungamente la sua età. In Brescia studiò la Grammatica, e la Rettorica. Compiuti quattro lustri communicò la sua vocazione ai suoi genitori, i quali lontanissimi dal formare la minima opposizione ai suoi desiderj, lo incoraggirono piùttosto a seguire fedelmente la voce di Dio.

Ricevette adunque l’abito religioso di San Francesco, cangiando il nome di Carlo, che aveva avuto al Battesimo, in quello di Illuminato. Quantunque fatto avesse il corso di Filosofia con progressi corrispondenti al suo ingegno,[3] e all’ardore, che aveva nell’imparare, tuttavia si applicò novamente allo studio medesimo, indi alla Teologia. Ebbe per Maestro il Padre Andrea Manente di Coccaglio, sotto il quale fece progressi degni dell’uno, e dell’altro. Fecondata ch’egli ebbe la mente di molte, e squisite cognizioni tenne nella Chiesa di San Giuseppe di Brescia una pubblica Storica Disputa, la quale dedicò alli Deputati della Città medesima. Le Tesi[4] hanno per titolo = Universitas Heroum Urbis Brixię Litteris, et Armis nulli secunda = Brixię 1654 apud Antonium Ricciardum in 4° Queste formano come un Catalogo degli Uomini illustri per santità, per consiglj, per lettere, per armi, per cariche di Brescia, e del Bresciano. Il Conte Giammaria Mazzucchelli, trà molt’altri accreditati Scrittori gli fa onore nelle sue Opere, ed egli stesso si fa credito in esse.[5]

Dopo di aver sostenuto le cariche più onorevoli[6] della sua Religione con merito pari all’onore, ed annunciato la parola di Dio ne’ primi Pulpiti d’Italia con un successo straordinario, si ritirò nel Convento di Lovere per godervi un poco di quiete, e in[7] un tenore di vita solitaria compire il numero delle sante opere, che dovean meritargli l’eterna corona. Non cessò però mai fino all’ultimo di edificare i prossimi con la parola del Signore, e con la santa sua conversazione; i suoi fratelli coll’esempio di una vita rigida, e osservantissima. Finalmente venne il giorno dal suo Creatore predestinato al compimento delle sue misericordie. [4] Egli morì l’anno 1682 a 4 di Novembre in osculo Domini (1). La perdita d’un Religioso[8] sì illustre fu compianta non solamente da suoi, che più dappresso ne ammiravano le singolari doti d’ogni maniera, delle quali andava adorno, ma da tutti quelli[9] altresí, che erano consapevoli delle accennate sue virtù[10].

 

(1)    Veggasi il Padre Leonardo Cozzando nella sua =Libreria Bresciana Parte II a carta 276.


[1] NG 1934: segue “ragguardevole”. [2] NG 1934: “Venne egli al mondo”. [3] NG 1934: “bell’ingegno”. [4] NG 1934: segue “stampate”.

[5] Nota di Guerrini: «Alludeva certamente all’opera Gli Scrittori d’Italia fermatasi, purtroppo, alla sola lettera B: i volumi della lettera C, pronti per la stampa, restano inediti alla Vaticana.»

[6] NG 1934: “rilevanti”. [7] Corretto da «con». [8] NG 1934: “soggetto”. [9] NG 1934: “chiunque”. [10] NG 1934: “rare qualità”. 

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