CAPELLO Giovanni (19.12.1629 - 14.04.1712), arciprete di Quinzano.

Gandino Giovanni, Giardino de Letterati di Quinzano, ms già appartenente all’Archivio Nember di Quinzano, ora presso gli eredi, 1717, pp. 142-147. (Cfr. Alveario, pp. 355-359).

Edizione: Casanova, 1997.03, p. 10.

Trascr.: tcas (liv. 2).


[spazio bianco]

Giouanni Capello

Trà gl’Arcipreti più rinomati della grande Diocese Bresciana, e piú poi di questa Patria, deuesi annouerare Giouani Capello, auendo con l’intemerate azioni della sua condotta, e Magisteri sour’ogn’altro beneficato, quest’Anime, questa Chiesa, questa Patria, e de Titoli, e d’Onori, sè [143] sè medesimo fregiato. Sortì Questi ì suoi Natali in Pontoglio alli 19 xbre, hore 16 in Mercordí dell’Anno 1629 dalli Giugali Giacomo Capello, e Cattarina Sauolda della Terra di Chiari; et è da’ dirsi che fosse in tempo, che le più Giouiali Stelle con propizii aspetti ben riguardassero non meno il Lui’ nascimento, che l’Assendente di questa Patria; Poiché nato col genio al sapere, e clericare l’uno, e l’altro con gli studii in Brescia, ed in Milano coltiuati, diuenne’ Prete, e nel Collegio di Brera adornò l’Animo suo alli 7 di Luglio dell’Anno 1655 con la Laurea Dottorale di Sagra Teologia, e della Dignità di Notaio Apostolico, e dall’Eminentissimo Cardinale Pietro Ottoboni Vescouo di Brescia (, ch’esaltato al Pontificato si chiamò Alessandro VIII°) ordinato Sacerdote, ne celebrò la sua prima Messa nella seconda Domenica del Mese d’ottobre dell’Anno medesimo 1655; Portandosi poi nella Terra di Trauagliato alla Cura di quell’Anime ebbe trà tanto largo il campo in alcuni concorsi à Benefizii all’hora uacanti di poter dar il Saggio de suoi’ speciosi Talenti, riportandone il merito bensì delli Voti tutti, mà non quello della Collazione, come dalla Diuina Prouidenza {à quello di Quinzano}i riserbato; come poi’ alli 26 di Luglio dell’Anno 1658 con preferenza d’altri riguardeuoli Soggetti dalla medesima Eminenza, ne conseguì lo Grado, qui poi portandosi alli 25 del Mese di 9bre, e giorno della Gloriosa Vergine e Martire Santa Cattarina; oue in què tempi [144] trouandosi non meno li Beni, che li Casamenti del Beneficio mal andati, quelli quasi incolti, e questi per dirocare: la Chiesa Parrocchiale d’una sola Naue con Sagrestia poco capace, e non conueniente al bisogno; e la Terra d’abusi, e disenzioni non poco intralciata, potè con le uigilanze, e diligenze del suo Zelo ben adempir alle parti non meno di perito Maestro, che di buon ecclesiastico, e uigilante Pastore, così ch’ebbe il piacere di poter uedere, e godere ancora l’erezione della Naue uerso mezzo giorno alla sinistra della Chiesa l’Anno 1669, e nell’Anno 1671 anco quella uerso Tramontana, con appresso lo stabilimento della Sagristia nuoua nell’Anno 1682; il tutto alzato à spese publiche, Legati, ed Elemosine racolte, contribuendone egli generose somme; nella quale l’Anno 1696 ui pose un Nobile, e vago Banco per conserua de Paramenti per uso suo, e de Curati; il Deposito alle Reliquie de Martiri posto l’Anno 1682; il posto delli Gradini di marmo ad onor dell’Altare Maggiore; La Pala effiggiata in Pittura di Santo Francesco Xauerio fatta con il dono del prouento del[1] Quadragesimale quì fatto dal Padre Paolo Andrea Gariglio Gesuita Celebre Predicatore l’Anno 1682; e la statua della Madonna del Rosario posta nella Chiesa di Santo Rocco al suo Altare l’Anno 1673: Ebbe pure anco le specioze consolazioni d’auer in Casa sua la Persona del Cardinale Ottoboni Vescouo di Brescia per la Visita Pastorale di [145] Quinzano fatta l’Anno 1663, e nell’Anno 1669 quella di Monsignor Giouan Marino Zorzi Vescouo di Felice Memoria; e poi nell’Anno 1676 del Padre Paulo Segneri della Compagnia di Giesù[2] Missionario, con il Padre Giouan Piero Pinamonti, e Padre Francesco Pedratti della medesima Compagnia; come anco nell’Anno 1677 alli 20 d’ottobre quella di Monsignor Don Bartolomeo Vescouo Gradenigo, dal qualle nel suo Sinodo fù con Lui’ sommo onore, e gloria di questa Patria creato esaminator Sinodale alli 30 d’Aprile dell’Anno 1684 apresso il qualle, come degl’altri Prelati Vescoui Antecessori era in stima, e concetto à niun altro 2do; ed è molto notabile la lode, che sour’ogn’altro si deue alla sua Teologia morale, che sempre le Deffinizioni de casi di queste Congreghe da’ lui datte, sempre siano dalli Penitenzieri Episcopali, state approbate, e senza ueruna esitanza admesse; ma maggiore è quella si deue al suo zelante Discorso dall’Altare, come di maggior frutto di quello, che il Quadragesimale di qualunque Predicatore riportar possa; poichè per essere con il douuto frutto ben inteso parlar soleua non con traslati, né metafore; mà bensì con le parolle proprie, ed oneste del significato, ed in forma, e maniera, che dalle persone d’ogni seno, stato, e condizione fosse ben riceuuto.

Hà pur il medesimo {hauta}i la gloria di godere Suo Hospite l’Eminentissimo Signor Cardinale Marco Delfino Vescouo di Brescia nella sua Visita Pastorale quì seguita alli 3 di 9bre hore 2 di notte seguente dell’Anno 1703, e da’ quì partito alli 5 del Lunedì seguente nella mattina alle hore quindeci [146]

Nell’Anno poi 1712 in tempo, che speraua d’esser Hospite dell’Eminentissimo Don Giouanni Cardinale Badoaro Vescouo Di Brescia, fù circa le hore 7 della notte antecedente in martedì 12 Aprile, colpito sopra la lingua in specie d’accidente Appopletico, ch’alle hore due della notte seguente gli replicò con maggiore impeto’, e cresciutagli la difficolta del respiro con stertore, che gli durò tutto il Mercordì, sin alla matina del Giouedì, e calando à poco à poco, con il respiro, polso, e lo stertore, hà conuenuto soccombere alle hore 21 di questo giorno di Giouedì 14 Aprile, rendendo l’Anima al Creatore presenti questi Parrochi, e molti Religiosi Sacerdoti di questa Terra, munita di tutti li Sagramenti, e benedizioni spirituali, per godere in Cielo gli premii eterni della sua buona condotta in età d’Anni 82 Mesi 3, giorni 26, ed hore cinque; e goduto il Beneficio per Anni 54; Lasciando dopo sè à questo Popolo, ed à chi lo conobbe, e particolarmente apresso Prelati, e Persone titolate, e più che mai poi’ appresso Poueri, desiderio di sè stesso, e concetto d’ottimo, e uero Arciprete, da’ quelli Antonomasticamente per Arciprete degl’Arcipreti, e da’ questi suo Padre nominato; e ueramente conuiene per ultimo dire Lui’ esser stato un immitatore di Santo Giouanni Grisostono, col tenere in ogni tempo (anco d’infermità) apperta la porta per dar udienza ad ogni sorta di persone con consiglio, ed elemosine etc. [147]

Egli era[3] di maestosa, e uenerabile presenza: ben complesso: di Facia tonda: di carnagione alquanto morbida, e colore oliuastro: d’ochio nero, e sguardo fisso; con serietà alquanto al seuero tendente: d’andamento graue, e di soaue conuersazione etc, con la quale godeua di souente onorarne la nostra Casa.


[1] Segue “suo”, depennato. [2] Corretto, forse da “Giessu”. [3] Questa descrizione fisica in Alveario è anticipata a p. 357, nel passo datato 27 dicembre 1703, allorché il Capello era ancora in vita e in piena attività.

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