PIZZONI Agostino († 16.10.1646), sacerdote e cronista.

Gandino Giovanni, Giardino de Letterati di Quinzano, ms già appartenente all’Archivio Nember di Quinzano, ora presso gli eredi, 1717, pp. 87-89. (Cfr. Alveario, pp. 274-275).

Edizione: inedito.

Trascr.: tcas (liv. 2).


[ritratto]

Agostino Pizzoni

Sarebbe ingrato[1] Colui’, e sconoscente della virtù se attributi d’onorata menzione, ed ossequii non porgesse al nome d’Agostino Pizzoni, degno Fratello di Giouan Maria, e di Giouanni, ch’ambo trei’, così bene con le Loro onorate azioni si fecero conoscere per ueri germoglii della Loro casa, ed onororono non men se stessi, che le Loro Patrie. Essendo [88] egli Prete Sacerdote era ornato dell’Vmane Lettere, delle Dottrine speculatiue, Morali, ed Istoriche, con l’acoppiamento appresso <de costumi> d’ottimo Religioso, che attraheuano l’amore, ed amicizia di tutti; ond·è, che quiui era per così dire il Padrino Battesimale d’ogn’uno. Fù per ciò à beneficio dell’Anime della Preostura di Santo Lorenzo di Brescia datto per Pastore Loro, alle quali sin che uisse {con}i gran zelo ebbe ad assistere, come si sà auersi fatto conoscere con Pietro Pelli suo Figliozzo, quale rimasto, à causa della Peste, senza Genitori in pupilare età, e pouer, con auerlo preso in casa propria educato, insegnato, e fatto insegnare nelle belle Lettere, nelle speculatiue, morali, e nella Musica in Brescia, Bologna, ed in Venezia ancora, che riuscì poi’ d’esser degno Maestro di Capella della Cattedrale di Brescia; ed annouerato frà gli Erranti di quell’Accademia. Com’innamorato poi’ ch’egli era di questa sua Patria, uolse alla medesima dargliene eterni argomenti del suo perfetto amore, auendo raccolte, nel modo, che gli fù dalle sue molte cure permesso le memorie con stamparne l’Istoria, ed alla medesima dedicarla l’Anno 1640 stampata in Brescia sotto il dì 16 Luglio da’ Antonio Rizziardi; onde questo Castello sarà sempre obligato celebrare con distinta memoria le di lui’ ricordanze: Questo Soggetto affabile, di maestosa, e uenerabile presenza, di procedura soaue, di probatissima buontà, di uirtù, e costumi, fù poi’ al Cielo in età d’Anni 64 alli 16 8bre dell’Anno 1646 chiamato à goderne gli meritati premii.[89]

Alla sua effigge ui ho posta la seguente

Deo Optimo Maximo
Augustino Picciono Presbytero Quintiano
Historię Patrię
Auctori
Vitę integritate, ac optimo in omnes genio
Amore
More
Ore
Re
Vnedequaque benemerenti
In Ecclesia Sancti Laurenti Brixię
Anno 1641 Die XVI Octobris ętatis uero suę 64
Quiescenti

 

Di questo oltre gli Manuscritti di Casa, e ne parla il Padre Leonardo Cozzando seruita nella Libraria Bresciana parte seconda &c.


[1] -r- aggiunta nell’interlinea.

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