Nember, Giuseppe, ms autografo (già nell’archivio della fam. Nember di Quinzano, ora presso gli eredi), 1812, pp. 129-131.


Descrizione della Visita Pastorale fatta a Quinzano
da Monsignor Gabrio Maria Nava Vescovo di Brescia.

9 Maggio 1812.

 

Da Brescia è giunto a Quinzano verso le ore sei pomeridiane Monsignor Nava, quale fu incontrato dal nostro Signor Prevosto, da quattro Preti, dal corpo della Fabbricieria, e della Congregazione di Carità, e da alcuni Signori privati del Paese alla Madonna di Scarpizzolo, e dopo di essere stato colà complimentato col corteggio di quattro legni, di diversi sedioli, e di quattro giovani a cavallo fece il suo solenne ingresso trà le acclamazioni del Popolo, dello sbarro de’ mascoletti, e del suono delle campane di tutte le Torri. Arrivato alla Piazza di San Rocco, smontò dalla sua Carozza, e coll’accompagnamento del clero entrò nella Chiesa, e dopo breve Orazione, vestitosi della sua mantelletta, ordinò, che si avviasse la Processione verso la Chiesa Parrocchiale. Fu servito col Baldacchino di ganzo d’oro, il quale fu portato da otto Confratelli della Congregazione del SSantissimo Sacramento. Eravi avanti del Baldacchino il Signor Prevosto vestito col Pluviale, il quale alla Porta di detta Chiesa presentò l’aspersorio al Vescovo, che benedì il Popolo, e dopo breve Orazione passò all’adorazione del SSantissimo Sacramento, terminata la quale fece una dolcissima Omelia, e finalmente montò sopra la sua catedra, da cui fece le esequie ai morti, dopo delle quali con lo stesso ordine fu accompagnato processionalmente alla Canonica del Signor Prevosto, dove fu complimentato da tutto il clero, e da tutti i Signori del Paese. Verso le otto[1] il notro Kavaliere Signor Podestà Peroni, accompagnato dai Savj Comunali fu a far visita al Prelato, e così ebbe fine il principio di questa visita.

La mattina del dì 10, giorno di Domenica, venne privatamente Monsignor in chiesa dopo le ore sei, e subito incominciò a dispensare il Pane aucaristico[2], la qual comunione durò due ore circa. Verso le nove ritornò alla Canonica, e alle 10 in Chiesa. Cellebrò la santa Messa, e dopo il Vangelo fece una fruttuosa Omelia: parlò dell’amore, che Dio ha portato allla [!] nostr’anima: parlò della stima, che dobbiam fare dell’anima: [130] disse, che trà tutti gli affari, quello di salvar l’anima è il più importante: infine esortò il Popolo a mettere in pratica i mezzi di salvar l’anima. Dopo la consumazione, communicò novamente, e terminata la Messa ritornò alla Canonica.

Dopo pranzo cresimò privatamente, assistette’ alla Dottrina degli uomini, ed egli pure volle chiuderla con una zelante esortazione, che durò mezz’ora circa, e che fu molto applaudita. Dopo di avere assistito anche al Vespro ritornò privatamente alla Canonica, e chiuse la giornata colla visita delle due Chiese della Pieve, e di quella di San Rocco, approvando con sodisfazione tutti gli aredi sacri etc.

Dopo le ore otto del giorno undici passò privatamente alla Chiesa, fece, come aveva fatto la mattina precedente, assestito da due Diaconi, la Comunione, che durò sino alle dieci: Poi cellebrò la Messa, e dopo di questa, premettendo un breve Discorso intorno al Sagramento della Cresima, in cui spiegò gli effetti di questo Sagramento, riccordò l’età propria di riceverlo, cioè quando la persona è giunta all’uso della ragione, nel qual caso “oltre la Fede conviene, disse, che abbia ancora la contrizione de’ suoi peccati<”>, e poscia amministrò questo Sagramento per un’ora, e mezzo circa.

Dopo il pranzo visitò la Dottrina delle Donne, e catechizzò egli pure le fanciulle, che ritrovò instrutte nei doveri della santa nostra Religione, e che regalò, come regalò jeri li fanciulli. Avendo poi rilevato che il Parroco di Virola nuova Signor Don Giacomo Bignotti era ammalato gravemente, andò a visitarlo per dargli un attestato della stima, che si era acquistato nella cura zelantissima di quella Parocchia: La sera ritornò a Quinzano. Monsignor Giovanni Lucchi Canonico convisitatore frattanto visitò la chiesa del Mezzullo di Casa Gambara, quella del Castelletto di Casa Martinengo, e quella della Beata Vergine di Motevecchio[3] di giurisdizione del nostro Signor Prevosto, ed io ebbi l’onore di servirlo col legno di[4] Casa, e di’ fargli compagnia[5].

La mattina del dì 12 di buon ora Monsignor Canonico Lucchi, Convisitatore è passato alla Visita dell’[6] Oratorio di Balgarossa: Io pure ho avuto [131] novamente l’onore di fargli compagnia, terminata la quale col legno di casa siamo andati a Virola a visitare quel degno Signor Vicario ammalato gravemente, e poi per la strada nuova di Virola vecchia siamo ritornati a Quinzano, e abbiamo ritrovato il Prelato a cresimare. Finalmente venuta l’ora della Messa ha novamente cresimato, e cellebrata la Messa ha chiuso la Funzione con una nuova cresima. Poi è passato alla Canonica con tutto il Clero, nella di cui Sala ha presieduto alla Congrega, e dopo la decisione dei Casi ha graziato di cresimare ivi privatamente per un quarto d’ora, e poi ha pranzato.

Verso le ore trè Monsignor Canonico Lucchi ha visitato la Chiesa di San Giuseppe. Alle trè, e mezza è passato alla Chiesa, e dopo di avere per l’ultima volta cresimato fu esposto solennemente l’augustissimo Sacramento, {e’}[7] cantato il Te Deum diede la benedizione al Popolo, dopo di cui fece un zelante Discorso dall’Altare, e terminò con lasciare i riccordi dello Spirito Santo, ritornò alla Canonica, e verso le sei, ed un quarto partí per Acqualonga coll’accompagnamento istesso, con cui fu ricevuto. La Chiesa Parocchiale fu visitata dopo la Funzione di questo giorno da Monsignor Lucchi.

 


[1] Segue: “Italia<ne>”, cassato. [2] Scil.: “eucaristico”. [3] Variante para-etimologica del più corretto “Montecchio”. [4] Accento sulla -i- cancellato. [5] Corretto da «compagna». [6] Corretto da «della». [7] Nell’interlinea; l’accento ovviamente è un errore.

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