Nember, Giuseppe
ms autografo, ca. 1810, pp. 156-159;
già nell’archivio della fam. Nember di Quinzano, ora presso gli eredi.


Memorie spettanti alle Seriole, che irrigano il nostro Territorio.

<Seriole>

Questo nostro Territorio ha poco più, poco meno di diametro di quattro miglia quadrate. Ciò, che forma la sua amenità, e ricchezza, anzi pure la salubrità dell’aria, sono singolarmente le Seriole estremamente correnti, ch’il bagnano, e lo irrigano tutto. Dal[1] Nord, discendendo all’Est, e al Mezzodì le Seriole, cosí denominate:

Primo la Quinzana, che nelle nostre Memorie non ha data è estratta, dalle acque, che formano il cosí detto Laghetto, che v’ha al di sotto della Terra di Scarpizzolo. Lo Stronello, che è una parte di detta Seriola fu comperato nel 1486, come si rileva dall’Istromento di Compera del dì 6 Aprile di detto anno. In appresso furono comperate anche le acque, che scolano dai Beni esistenti nel Territorio di Trignano, cioè ai 16 di Novembre del 1498.

Il gran Chiavicone, che sosteneva le acque del Laghetto, formanti lo Strone, e da cui deriva la Quinzana nel 1705 à 29 di Marzo cedette alla forza delle acque, che nel detto Laghetto erano sgolate. Non essendo rimasti, che pochi avanzi quà, e là de suoi fondamenti, fu mestieri farvi provisoriamente dei sostegni con travi, e terra per la irrigazion dei terreni, che era prossima; Ma siccome questi non bastavano per assicurarci[2] di non essere delusi del benefizio della irrigazione, senza di cui non si può sperare i raccolti copiosi con sicurezza, cosí nell’anno 1711 fu dato principio alla fabbrica [157] del nuovo, e grandioso Chiavicone, che fu poi terminato nel 1715, che costò venti mille scudi Bresciani, dei quali ne’ pagò una mettà la Società di Quinzano, e l’altra mettà quella di Virola vecchia, che è proprietaria della mettà di detta Seriola. Questa fabbrica poi fu rinforzata nel 1754, in cui soffrì molto danno, per riparare il quale, e per rendere detta fabbrica più sicura vi fu anche aggiunto un bel sfogatojo[3]. In appresso vi furono fatti molti, e diversi ripari, com’era mestieri. Finalmente fu pur ristaurato questo sfogatojo nel 1809. Non essendosi potuto compiere perfettamente prima dell’Inverno questa ristaurazione, e per conseguenza non essendosi potuto usare per lo sgolo delle acque nel giorno 31 Gennaro del 1810 seguì una rottura nell’Argine tra il detto Sfogatojo, e il Chiavicone, in conseguenza di chè risultò la spesa del ristauro dello Sfogatojo, e del riattamento dell’argine in Lire 33164 di Milano, che furon divise per giusta mettà trà le due Compagnie proprietarie di detta Seriola.

2do La Ceseresca, che ha origine nel Territorio di Comezano fu comperata dal Conte Cesare Martinengo, che la vendè alla compagnia nostra, presentemente proprietaria, obbligandola ad un canone perpetuo di Lire 450 de planetti da pagarsi annualmente. Egli poi obbligossi alla condizione di mantenere l’acqua medesima, tam in proprietate, quam in quantitate, come appare dall’Istromento di compera, rogato da Stefano Florio nel dí 6 Gennaro 1517.

Questa però non bastava per irrigare tutti i campi, che gli eran soggetti: Quindi fu necessario comperarne ancora un mezzo quadretto dagli Eredi del sudetto Conte Cesare, di cui ne fecer vendita alla stessa Compagnia con l’aumento della mettà del soprascritto canone, come si apprende dall’Istromento, rogato da Carlo Stella nel dì 3 Maggio del 1578.

3° La Battistella, che deriva ...[4] [158]

4to L’Ansalada, ramo di acqua estratto dalla Saverona col mezzo di un forte, ed ispendioso[5] sostegno, costrutto di pietre, e di mattoni nell’anno 1766 per la irrigazione delle Terre, poste al sud-est: Prima questo ramo di acqua era cavato dalla Saverona col mezzo di una gran rosta di travi. I possidenti dei terreni irrigati da questa Seriola sono i proprietarj uniti in Società della Seriola medesima, che è la più buona, e la men costosa del Paese.

Dall’altra parte passano dal Nord all’Ovest pel Mezzodì le Seriole chiamate

1° La Gaspara, che irriga lo Stabile del Castelletto di Casa Martinengo delle Palle;

2° La Bajona, la qual forma a benefizio di Quinzano le due Seriole l’una detta la Battista, da Battista Martinengo, che ne fè vendita alla Compagnia proprietaria l’anno 1485, e l’altra la Padovana, cosí detta per la compera fatta dalla Famiglia Padovani dai Martinenghi.

3° Il Gambalino, ossia Gambalone, e finalmente il Rì, che vengon formati dagli scoli[6] delle anzidette Seriole, e dalle Fontane di que’ contorni.

 

<Coltivazioni>

I generi, di cui abbonda il Paese sono Lino, Frumento, Miglio, Formentone, Riso, e Fieni. Da questi prodotti si trae {ora}i la sussistenza del Paese medesimo, una volta la sua ricchezza. I Vini, ed il legname si possono contare, come sufficienti ai bisogni dei Terrazzani; anzi i primi non bastano mai: Pontevico supplisce alla mancanza. Una volta la copia degli alberi, che noi somministrammo alla piccola Marina di quella ricca Terra ci ricompensava della spesa: presentemente manchiamo di questi alberi, e non abbiamo nemmeno il bisogno.

Debbo aggiungere altri prodotti, che sono anzi che nò frutti d’industria, cioè il Bestiame, che quì si alleva, e che forma un capo del nostro piccolo commercio. La pesca, che molti giorni provede al nostro, ed al bisogno d’altri Paesi all’intorno. In fine le Sete. Il gran numero de’ Gelsi allevati accenna la quantità di questo prodotto d’industria, che forma una parte della nostra piccola ricchezza. I primi generi primitivi adunque, e gli ultimi d’industria formano il commercio attivo, che mantiene in qualche vigore il sistema economico del Paese. [159]

Le Terre sono per lo più di quella dolce natura, che ama il Lino, che è il prodotto di prima utilità in questo Paese. Nondimeno i campi posti al Nord-Est fino verso il Sud sono di indole forte, e tenace, e amanti piùttosto di Frumento, come chè raddolciscansi col concime a divenire opportuni per l’altre entrate non meno. Altrove v’ha quà, e là de pezzi di terra d’indole somigliante, ma per lo più son di natura più facile, ed amanti sopratutto della produzione principale, che noi abbiamo, che è il Lino.


[1] Forse corretto da “dal”. [2] Corretto da “assicurarsi”. [3] Corretto da “sfogatorio”. [4] Spazio bianco nel ms. [5] Scil.: “e dispendioso”. [6] -c- corretta forse da -g-.

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