Concludiamo il ciclo di questa nostra ricerca con una immagine insieme evocativa e curiosa.

L’abside romanica della Pieve di Quinzano (secc. XII-XIII), la più antica costruzione religiosa sopravvissuta nella zona, è quasi tutta intessuta di graffiti, incisi nel corso di quattrocento anni da mani devote sui mattoni color porpora del paramento murario.

Le scritte, che in origine erano state graffiate sull’into­naco esterno e risultavano certo ben evidenti in rosso sul grigio della calce, oggi sono scarsamente visibili. Sono in gran parte sigle di nomi dei devoti, accompagnate da simboli religiosi e date: le poche ancora leggibili vanno dalla fine del ‘400 al principio dell’800.

Fa quasi tenerezza questa ansia dei nostri avi di lasciare in qualche modo (oggi sarebbe grave atto di maleducazione!) un segno del loro passaggio in questa vita. E lo lasciarono sulla parete della casa comune, di fronte al cimitero che già allora circondava la chiesa madre di tutto il territorio.

Due sole scritte sono ben evidenti: “DE CASELERIIS”, che è il titolo attribuito nel ‘600 alla Pieve.


“DE CASALERIIS”: l’antico titolo della Pieve di Quinzano

“1592”

“1525 AR”

“IB BM BA”

“1600” (con altre sigle incomprensibili)

“1645”

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