Relativamente più soggette alla modernizzazione, rispetto alle cappellette, sono le immagini murali.

Si nota, però, un ricorso sempre meno frequente alla pittura: la rarità degli artisti popolari e la complessità del lavoro che un affresco richiede riservano queste opere devozionali all’iniziativa di persone o famiglie fortemente motivate.  Ne abbiamo un bell’esempio nel Sant’Antonio abate della cascina San Martino a Verolanuova, realizzato nel 1988 dal pittore Penocchio di Polpenazze, come ex-voto per la malattia di un componente della famiglia Tomasoni.

Comuni e parrocchie, per quanto ne sappiamo, non intervengono più in alcun modo, nemmeno per la semplice salvaguardia del patrimonio esistente.

Per il resto, la cultura della fretta ha interferito anche nel campo delle immagini devozionali: le maioliche stampate e le statuette di gesso tutte immancabilmente identiche stanno prendendo il sopravvento nelle nostre vecchie e nuove contrade.


Quinzano: via Almaria. “Madonna del Sambuco”.

Verolanuova: via De Gaspari. “Madonna col Bambino (M. Fogazzi, 1997).

Verolanuova: Cascina San Martino. “Sant’Antonio abate” (Penocchio, 1988).

© 2009 - 2020, GAFO-Quinzano.it