È il più indecifrabile dipinto del paese: nulla di certo e documentabile è giunto fino a noi sulla sua corretta attribuzione. È situato sulla parete rivolta ad est di una costruzione che, ampiamente riattata, sorge ove vi era un convento, sede di un’antica confraternita di Disciplini. L’esistenza della Disciplina è accertata fin dal 1565, quando il vescovo Bollani negli atti della sua visita scrive: “Ha 13 confratelli maschi, e 22 donne ed ha i suoi ordini”; e le sue “regole comprobate” (canonicamente erette) sono confermate dai decreti del 1581 di San Carlo Borromeo, che ne aveva constatato l’esistenza durante la sua visita nel 1580.

San Rocco era il riferimento di culto dei disciplini di Oriano: vestivano una tunica bianca di lino, da esibire nelle feste, con una mantellina violacea simile a un sanrocchino: il tipico indumento dei pellegrini che si recavano a Roma o a Santiago de Compostela. I riti processionali dei disciplini di Oriano, praticati fino agli anni 30 e quindi estinti, sono splendidamente descritti da Mario Apollonio nel romanzo Intermezzo.

Il santo raffigurato sulla parete, tuttavia, come rivelano con evidenza i dettagli iconografici, è certamente San Francesco nell’atto di ricevere le stigmate. Impercettibile traccia di una scritta alla base dell’immagine è quanto resta di una dedicazione al santo, o una preghiera.


San Francesco (affresco)

I Disciplini (vicolo Disciplina)

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