L'arte popolare, che è l’alveo naturale in cui germogliano i segni della devozione, a differenza dell’arte colta, poco si preoccupa delle documentazioni scritte: non per nulla l’abbiamo definita una specie di dialetto.

È dunque estremamente difficile reperire attestazioni d’archivio per quelle opere che non siano di specifico interesse pubblico. Eppure, con un po’ di fortuna, se ne possono scoprire tracce anche fra le carte notarili o le memorie private.

Qui abbiamo scelto tre esempi, che riguardano diverse località del territorio di riferimento e che mostrano alcune tipologie dei documenti relativi alle insegne del culto popolare. Sono due testamenti della prima metà del ‘500 in cui si dispone la realizzazione di santelle dipinte, e una cronaca del sec. XVII dove si fa cenno all’erezione di una cappelletta per una particolare devozione famigliare. Nessuna di queste attestazioni è, però, più identificabile oggi.

Si noteranno, di passaggio, le varie denominazioni degli oggetti devozionali: mayestatem e capellettam in latino; capella o chiesetta in italiano.


Verolanuova: Disposizione testamentaria per la realizzazione di una pittura murale raffigurante la Madonna coi santi Bernardino e Rocco, in contrada di San Bernardino.

«... Item Iussit voluit et mandauit dictus testator quod Infrascripti eius heredes teneantur pingi facere Imagines gloriose virginis marie et sanctorum Bernardini et rochi super domum Ipsius testatoris sitam in contrata sancti Bernardini...»

dal Testamento di Domenico de Blexijs, 10 novembre 1512
Bs-ASt: Not. Bs. 354, not. Tonino Grena.

 

Verolavecchia: Disposizione testamentaria per la costruzione di una cappelletta dedicata alla Madonna e a san Girolamo, in contrada delle Verline.

«... Item Ioanninus quondam Antoni de Mozzis de Virolaueteri in eius testamento... legauit quod eius heredes teneantur et debeant fabricari facere unam maiestatem seu capellettam a meridie parte unius petie terre ipsius testatoris site in contrata verlinarum cum duabus ficuris videlicet gloriose Virginis Marie et alteram sancti Hieronymi...»

dal Testamento di Giovannino de Mozzis
in GUERRINI-LANZONI, 1990, p. 86.

 

Quinzano: Notizia della costruzione di una cappelletta dedicata alla Madonna Incoronata e all’Angelo Custode, in un cascinale della famiglia Gandini.

«... Onde seguí poi, che fece uarij milioramenti alla Casa, e specialente al Fenile, una galante Capella ó Chiesetta piturata della incoronacione della Beata Vergine Maria del Angelo Custode, e molti altri SSanti. suoi Deuoti, acció preseruino la Prole, Case et il Patrimonio suo: ...»

Giovanni GANDINO, Alveario cronologico, p. 453.

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