L'attuale santella dei Morti Abbandonati è tanto caratteristica da distinguersi rispetto a tutti gli altri edifici consimili del circondario. La sua ampiezza, la solennità, la ricchezza di documentazioni e di decorazioni originali abbastanza ben conservate ne fanno quasi un unicum.

Fino a pochi anni fa la cappella era dispersa nella campagna ad una certa distanza dall’abitato; oggi, invece, è quasi completamente circondata da una urbanizzazione che la sta gradatamente fagocitando: anche questo è un segno dei tempi.

Segnaliamo, per giusto riconoscimento, che recentemente la santella e le sue adiacenze sono state oggetto di un consistente lavoro di recupero da parte del gruppo Alpini di Quinzano.

Alla singolarità dei Morti Abbandonati contribuisce non poco anche la presenza di affreschi originali, in parte rovinati o abbondantemente ritoccati, ma qualcuno per fortuna discretamente conservato.

È evidente che non si tratta delle opere di Giuseppe Bellanda, il quale lavorò sull’edicola del 1661, sostituita dalla presente nel 1699. Comunque i dipinti attuali devono risalire agli anni della ricostruzione.

Sulla parete di fondo campeggiano la Madonna con Sant’Anna e Sant’Antonio di Padova, sullo sfondo (certo un po’ aggiornato) della parrocchiale di Quinzano col suo campanile. Sul lato sinistro si intravede, molto rovinato, un corteo funebre di prelati e chierici, che allude evidentemente alle esequie degli appestati. A destra, più nitido e leggibile, un nutrito gruppo di notabili locali invoca o ringrazia la Beata Stefana Quinzani. Nella volta una colomba dello Spirito Santo completamente ridipinta intorno al 1940, per la caduta dell’intonaco.

Sulla parete esterna sopra l’ingresso è poco più che l’ombra di un santo martire, contornato da decorazioni che probabilmente in origine avvolgevano l’intero edificio.

Un particolare curioso: esiste tuttora un condotto murato, che dall’esterno del cancelletto porta fin dentro la cassetta delle offerte. Nella santella, fino a non molto tempo fa, erano pure conservati teschi e ossa umane in una teca di vetro.


Prospetto principale.

Prospetto principale.

Foto d’epoca (1960).

Monogramma di Cristo e santo martire (esterno, sopra l’ingresso).

Interno della cappella.

“Sant’Antonio di Padova e sant’Anna” (dipinto centrale, dettaglio).

“La Madonna col Bambino” (dettaglio).

Scorcio dell’abitato di Quinzano (dettaglio).

“I rappresentanti del Comune di Quinzano invocano Sant’Anna perché liberi il paese dalla peste” (interno, lato ds.)

Corteo funebre (interno, lato sin.).

Corteo funebre (interno, lato sin., dettaglio).

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