Nell’ambito della presente ricerca, un caso assolutamente unico per la ricchezza della documentazione antica sopravvissuta è rappresentato dai Morti Abbandonati (Mórcc bandunàcc) di Quinzano.

In seguito a guerre, carestie e soprattutto alla peste del 1630, per devozione e riconoscenza dei superstiti, nel luogo dove erano stati sepolti gli appestati, non lontano dal lazzaretto, fu costruita nel 1633 una santella intitolata alla Madonna, sant’Anna, sant’Antonio di Padova e, in un secondo tempo, alla beata Stefana Quinzani: i santi ai quali la comunità quinzanese si era rivolta nel tragico frangente e dai quali aveva ottenuto la grazia di essere in parte preservata dalle calamità.

L’edicola originaria fu sostituita nel 1699 dalla vasta cappella che ancor oggi si vede, la più grande fra quelle catalogate nel nostro territorio.

Le vicende storiche dell’edificio sono scandite dalle piccole iscrizioni in cotto, di eleganti distici latini, che furono murate sul fronte principale sotto il prònao ai lati dell’ingresso. La prima, del 1633, apparteneva al sacello originario.

Anche il nostro tempo ha contribuito per la sua parte con due lapidi commemorative delle sorelle Moreschi, devote curatrici della santella al principio del ‘900. Un’iscrizione dipinta sul retro è stata rimessa in luce negli ultimi restauri ad opera degli Alpini di Quinzano.

La primitiva santella, allora chiamata dei Morti al tempo della Peste del 1630, doveva essere poco più di un’edicola, sul tipo di quella di San Carlo a Monticelli: un semplice muretto munito di tettoia.

Il comune di Quinzano, tuttavia, si dava pensiero dell’abbandono in cui versava. Così nel 1661, in seguito a gravi danneggiamenti, fu ricostruita, e il pittore Giuseppe Bellanda vi dipinse le immagini della Madonna e dei santi Anna e Antonio di Padova. L’informazione ci viene dagli atti del Consiglio civico, e il nome del pittore, parente forse dell’Andrea Bellanda che nel 1645-46 aveva affrescato la chiesa quinzanese della Disciplina da poco ristrutturata, ci è suggerito da un paio di mandati di pagamento.

Naturalmente l’edicola del 1661 con i suoi affreschi non esiste più, essendo stata interamente ricostruita nella forma attuale alla fine del ‘600.


Iscrizioni brevi del 1699 e del 1633.

Iscrizione lunga del 1699.

Delibera comunale all’unanimità per la ricostruzione della santella dei Morti di peste e la realizzazione delle immagini della Madonna, di sant’Anna e di sant’Antonio di Padova. Quinzano, Archivio Comunale: reg. 12, c. 377r, 9 gennaio 1661.

Delibera comunale per l’istituzione di una multa di 5 lire planet contro i vandali che danneggiano la santella dei Morti di peste. Quinzano, Archivio Comunale: reg. 12, c. 382r, 3 marzo 1661.

Mandato di pagamento al pittore “Gioseffo Belanda” per la decorazione della santella dei Morti di peste. Quinzano, Archivio Comunale: reg. 16, c. 150r, 4 aprile 1661.

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