In passato, talvolta il dissodamento di terre da tempo immemorabile abbandonate all’incolto portava al riemergere di antiche sepolture. I buoni contadini, che non sapevano riconoscere se i resti umani ritrovati fossero di cristiani o di pagani, in ogni modo vi edificavano un segno sacro, che permettesse di individuare quel luogo come un cimitero, riconducendolo alla sua originaria sacralità.

In effetti il sagrato, il terreno consacrato che definisce le adiacenze di una chiesa, in origine era il luogo destinato alla sepoltura dei fedeli cristiani, accanto alla casa della comunità religiosa.

Unica testimonianza di questa abitudine originaria, nel nostro territorio l’abbiamo presso la Pieve di Quinzano, rarissimo caso di cimitero raccolto attorno alla chiesa matrice, sopravvissuto alle ferree disposizioni napoleoniche (1804) che imposero i cimiteri fuori dagli abitati e lontani dai luoghi frequentati dalla gente.

Ancora in tempi vicini ai nostri, il progresso delle tecniche di aratura ha riportato alla luce sepolture più o meno antiche: ma oggi si mobilita l’archeologia, piuttosto che la devozione.

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