La minuscola santella, poco più che un’edicola, dedicata a San Carlo sorge sulla vecchia strada, già comunale, che conduceva al cimitero lungo il lato sud del dosso Castello a Monticelli. A. Locatelli la dice costruita nel nostro secolo, a sostegno della leggenda, manifestamente infondata, secondo la quale il Borromeo, in visita pastorale al villaggio (dove in realtà non fu mai), si fermò a bere alla fonte che scaturiva alla base del sacello. L’epigrafe latina che ricorderebbe l’evento fu dettata al principio degli anni ‘50 dal dottor Luigi Castellani. 

In ogni caso, non parrebbe del tutto improbabile che l’odierna santella sorga in luogo di un manufatto analogo preesistente.

Curioso è che, quale pregevole ponticella a scavalco del fosso davanti all’edicola, venne utilizzata la lapide funeraria di Elena Provaglio, datata 1634 e proveniente forse dal cimitero del paese.

La santella è oggi in pessimo stato di conservazione: priva ormai di immagine, pende fortemente su un lato e minaccia di crollare da un momento all’altro. Neppure l’acqua che secondo il mito dissetò San Carlo, come un tempo dissetava i contadini nel duro lavoro dei campi, vi sgorga più da un pezzo.


Prospetto (anni ‘90).

Foto d’epoca (c. 1980).

Iscrizione del basamento (sec. XX).

Iscrizione della ponticella (1634).

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