È al limite nord del territorio di San Paolo in una antica cascina posta in quello che era un “Bosco Forte”, ormai scomparso. La statua del Santo che ha fra le braccia un Gesù Bambino è di buona fattura, e ben mantenuta; posta proprio alla destra dell’entrata della defilata cascina Bellavere, di cui è anfitrione e sentinella silenziosa, accoglie coloro che giungono da Scarpizzolo.

La cura dei proprietari della cascina, e una adeguata copertura della nicchia, hanno salvaguardato la struttura in gesso, ultimamente rinfrescata da una patina di forte colore, mentre una grata leggera la protegge dal mondo esterno. Un cero acceso non manca mai. La nicchia è parte integrante della cascina, costruita da certi Bertolini negli anni a inizio ottocento su preesistente insediamento, memore di un passato che possiamo tentare di immaginare, dato il luogo, dal nome di derivazione celtica “Bèl Aer” carico di misteri. Il santo, col Bambinello sulle braccia e il giglio in mano, è devozionalmente ritenuto Sant’Antonio di Padova, ed utilizzato anche in funzione protettrice degli animali, funzione questa più propria dell’altro Sant’Antonio, l’abate.

Luogo di processioni rogazionali, che da Scarpizzolo, attraverso sentieri minori e la strada per Brescia allora sterrata, giungevano sul posto cariche di preghiere e di richieste di protezione.


Nicchia e statuetta di Sant’Antonio di Padova

Cascina Bellavere

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