Alcune santelle campestri sono collocate al limite degli antichi abitati o in corrispondenza dei confini tra due parrocchie o due Comuni. Questa posizione in particolare non si può escludere che rimandi, almeno in alcuni casi, ad una remota antichità.

Del resto, è abbastanza frequente che le santelle più lontane dal paese siano intrinsecamente legate alle processioni delle Rogazioni, derivate quasi senza soluzione di continuità, nei secoli IV-VI d.C., dai primaverili riti pagani della fertilità.

C’è addirittura chi ritiene che i percorsi rogazionali rappresentino le ultime testimonianze dei millenari riti latini (o forse celtici) di ricognizione dei confini della comunità.

Due tipi di Rogazioni furono tradizionalmente celebrate dalla chiesa. Le cosiddette Rogazioni (o Litanie) maggiori, di origine romana, si svolgevano il 25 aprile, festa di San Marco, ed avevano carattere propiziatorio per l’agricoltura.

Più radicate nella nostra tradizione locale erano, invece, le Rogazioni minori, di origine gallicana, nei tre giorni precedenti l’Ascensione, con un’impronta intensamente penitenziale. Col tempo gli aspetti propiziatori e quelli penitenziali confluirono in una liturgia uniforme per tutte le ricorrenze rogazionali.

Caratteristica preminente del rito erano le lunghissime processioni, con itinerari fissi per ciascun giorno, che partivano all’alba da una chiesa del paese, e percorrevano le campagne, col canto di litanie e invocazioni, fino ai confini della parrocchia, dove talora si incontravano con gli analoghi cortei delle parrocchie vicine. Ogni itinerario prevedeva almeno una tappa presso una santella: il corteo si arrestava e il celebrante con la croce processionale benediceva solennemente le campagne verso i quattro punti cardinali.

Oggi questa tradizione popolare è scomparsa dovunque: tanto più è urgente, perciò, fissarne memoria.


Percorsi delle Rogazioni a Quinzano.

Percorsi delle Rogazioni a San Paolo.

Percorsi delle Rogazioni a Verolanuova.

© 2009 - 2020, GAFO-Quinzano.it