Proprietari della santella della Concezione di Cadignano, come di tutti i terreni circostanti, furono per decenni i conti Lechi.

Durante la 2ª guerra mondiale G. Tirelli (affittuario di un’azienda agricola vicina), prigioniero in Germania, promise alla Madonna che se fosse tornato salvo a casa avrebbe reso grazie facendo realizzare dipinti nella santella. Fu di parola: nel 1950-51 chiese il permesso alle sorelle Giulia e Rina Lechi, le quali incaricarono un pittore di Brescia, che alloggiò per alcuni giorni in casa Tirelli, e venne pagato dagli stessi Lechi. L’artista dipinse una Madonna con il Bambino sulla parete centrale, ed altre immagini sacre ai lati. Purtroppo l’umidità ha cancellato quelle immagini senza lasciare alcuna traccia.

L’innalzamento della strada circostante ha portato l’edificio ad un rapido degrado, provocato dalle infiltrazioni dell’acqua piovana. In vista di una prossima sistemazione dei tetti e del muro, si è estirpata l’edera che la ricopriva interamente: si ha così modo di ammirare le sue strutture armoniose. Alcuni anni fa è stato anche tagliato un salice piangente, che da anni si ergeva a sinistra della santella, accrescendone la suggestione.

All’interno vi sono ancora alcuni ex-voto, testimonianza della diffusa devozione per questo luogo sacro.


Prospetto frontale.

Interno, lato frontale.

Croce votiva.

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