Poco discosto dall’abitato, in direzione di sera, è un bel manufatto in mattoni a vista, fra i più grandi e meglio realizzati e conservati della pianura. Si tratta della moja del lino: una vasca rettangolare, ove si mettevano a macerare con acqua corrente il lino e la canapa prima della lavorazione.

Era alimentata da un fosso d’acqua, regolato da paratoie all’entrata e all’uscita: lo stesso fosso che alimentava i mulini, la pestadora, la segheria e il torchio.

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