Con questo primo lavoro intendiamo avviare la pubblicazione di una serie di dispense, che ci auguriamo nutrita e soprattutto utile, in cui raccoglieremo testimonianze storiche e documenti rari o di difficile consultazione, che riguardano la storia del nostro paese.

Già da diverso tempo il Gruppo Archeologico Fiume Oglio - Quinzano si occupa di indagare in archivi e biblioteche ogni tipo di materiale che abbia qualche attinenza con l’ambiente quinzanese del tempo passato, le sue vicende, le sue strutture sociali e culturali, i suoi personaggi: e possiamo oggi vantare uno schedario ormai piuttosto vasto ed articolato, che di volta in volta si integra di nuove scoperte. Chi non abbia familiarità con questo genere di ricerche si meraviglierebbe dell’abbondanza di riferimenti, di atti pubblici, di rogiti notarili, persino di opere manoscritte o stampate, che da mille anni in qua accompagnano fedelmente lo scorrere delle stagioni della storia in un luogo pur modesto e marginale come Quinzano.

Quando possibile, nei limiti delle nostre disponibilità, procediamo alla riproduzione dei documenti (copie, fotocopie, microfilm) ed alla loro catalogazione, in vista di allestire un archivio da mettere a disposizione di quanti saranno interessati alla ricerca e all’approfondimento su argomenti locali.

Le fonti in cui solitamente ci imbattiamo, specie quelle più antiche, sono però spesso inaccessibili al pubblico normale, per difficoltà di reperimento, per ragioni di paleografia (la scrittura dei nostri avi era piuttosto differente da quella moderna), o semplicemente per il fatto che sono redatte in latino.


Questi ostacoli ci hanno suggerito di intraprendere un’opera di divulgazione, che renda leggibili e comprensibili per tutti le nostre vecchie carte di maggior interesse, nelle quali si contiene certo anche un poco di noi.

Ecco, dunque, l’intento da cui nasce questa piccola “collana”, che ha l’unico scopo di accostare alle fonti nostre un maggior numero di persone, superando le barriere di età di cultura e di competenza che ne hanno finora reso impossibile una circolazione più vasta.

 

Strumenti di laboratorio

Al momento di progettare il lavoro ci siamo, tuttavia, posti il problema di come impostare i nostri Quaderni perché fossero il meglio possibile rispondenti ad esigenze vere del nostro ambiente culturale, evitando il rischio, tutt’altro che remoto in produzioni del genere, di realizzare grandi cose che non servono a nessuno. A questo proposito ci è parso di rispondere con un programma al tempo stesso semplice ed aperto ad arricchimenti e suggerimenti di chiunque abbia una opinione da esprimere nel campo della ricerca storica sul nostro passato, da qualunque prospettiva.

Anzitutto abbiamo improntato la collana nella forma meno solenne e impegnativa delle dispense, dove non si pretende di fare complesse sintesi intellettuali né di dare responsi più o meno qualificati alle questioni che la storia universale o locale tocca in ogni sua pagina. Preferiamo, infatti, offrire con rigore scientifico i documenti così come si sono presentati a noi, senza spiegazioni che non siano le minime informazioni indispensabili per una corretta comprensione, lasciando a chi leggerà il compito di approfondire le varie tematiche in maniera personale, secondo i propri interessi e la propria disposizione culturale.

Per questo abbiamo scelto di dare ai nostri Quaderni l’impianto proprio di strumenti di laboratorio, ossia non testi che propinano una conoscenza acquisita, bensì materiali sopra i quali si possa liberamente ed autonomamente operare per produrre nuova ricerca e nuova conoscenza: un po’, se si vuole, come le carte stradali, che propongono quello che c’è sul terreno, lasciando ad ognuno di comporre in maniera originale e personale il proprio percorso.

A questo criterio intendono rispondere le brevi introduzioni ai vari capitoli, in cui non si dovranno cercare risposte precise agli eventuali problemi emergenti dai documenti, ma che si limitano a prospettare alcune tracce di possibili indirizzi da seguire, senza togliere spazio alle vie alternative che ognuno potrà e vorrà trovare. E ancora particolare cura si vuole dedicare agli indici, e soprattutto ai suggerimenti bibliografici, che sono appunto i mezzi principali per ampliare gli orizzonti della ricerca in tutte le direzioni possibili.

 

Riflessione e confronto

Le nostre dispense sono evidentemente rivolte ai cultori appassionati di storia quinzanese e a tutti quelli che vogliono saperne di più sul passato dei nostri antichi e del nostro paese. Destinatari privilegiati sono, comunque, senz’altro gli studenti piccoli e grandi, che spesso ci chiedono indicazioni e materiali di ricerca su soggetti della storia locale, perché il più delle volte non sanno se tali materiali esistono e tanto meno immaginano dove reperirli.

Certo i documenti, così grezzi come li proponiamo, avranno bisogno della mediazione attenta e creativa degli insegnanti, ai quali appunto li affidiamo come mezzi per stimolare e affinare nei loro alunni il gusto per la ricerca seria e critica, per fargli sperimentare l’emozione dello scoprire con fatica qualcosa che gli appartiene, l’entusiasmo di toccare con mano la loro storia.

Ciò vale, ne siamo convinti, ben al di sopra e al di là dei limiti stretti e meschini di una “storia di campanile”; ma la ricerca storica locale, quand’è operata con saggezza ed equilibrio, sa mostrarci che il giudizio sulla storia può essere alla portata di tutti, che anzi ci appartiene di diritto, togliendoci così la soggezione di un qualcosa che appare immensamente più grande di noi e irraggiungibile, e dunque assolutamente delegato ad altri.

È questo, dunque, lo spirito che ci fa proporre i nostri Quaderni ai quinzanesi e a quanti altri saranno interessati, consapevoli che la storia, e così la storia locale quando non sia intesa come una graziosa collezione di aneddoti curiosi, ma come un esercizio di confronto rigoroso tra le testimonianze del passato e la nostra riflessione di moderni, può aiutarci a capire noi stessi, i nostri vicini e i lontani, i nostri simili e i differenti: insomma, può educarci a pensare.

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