Pieve di S. Maria

Campata dei santi francescani

 

qz pieve santi 01 Affreschi votivi

Accanto al san Giorgio quattrocentesco, in occasione dei restauri del 1980-82 sono riemersi almeno due strati di affreschi votivi di età successiva.

Allo strato inferiore (fine sec. XV) appartengono le figure di alcuni santi: riconoscibile un san Rocco; incerto un santo biondo con abito ocra e manto rosso e verde (Giovanni Evangelista?).

Di uno strato più tardo, espressamente datato «17 novembre 1558», un altro ex-voto raffigura un devoto inginocchiato con accanto alcuni arti umani (un braccio, una mano, un seno).

È verosimile che questo lacerto di muro a forma di L, costituito dalla controfacciata meridionale e dall’inizio della fronte sud (angolo sud-ovest), appartenesse alla fase quattrocentesca dell'edificio, e sia stato conservato per motivi statici nel rifacimento di tutta la parete realizzato entro il 1607.


qz pieve s diego 01Domenico CARRETTI (ca. 1650 - ca. 1719) [attribuito]
I santi  Diego di Alcalà e Giacomo della Marca
olio su tela, firmato e datato: «F(ecit). Antonius Ricca | è Pontevico | propria | industria | 1689».

Proviene dalla soppressa chiesa di Santa Maria delle Grazie al Convento francescano, dove secondo Locatelli sarebbe documentato un altare detto di San Diego, di cui il presente quadro costituiva la pala. Attribuito per errore in passato a Gerolamo Rossi, è forse una rielaborazione settecentesca di un quadro precedente, di cui Locatelli ha interpretato la firma e la data, peraltro dubbie in parte cancellate e ricostruite. Più recente è l'attribuzione di Fiorella Frisoni al pittore bolognese Domenico Carretti, che lavorò a lungo per i francescani di Brescia e del bresciano nel primo '700. In tal caso, andrebbe reinterpretata la ragione della firma presente sul dipinto.

San Diego di Alcalà (ca. 1400-1463, canonizzato nel 1588) è raffigurato a sinistra, immerso nella visione estatica della croce e nell’atto quasi di sollevarsi da terra in levitazione. La Frisoni, per confronto con altre pale francescane, vi identificherebbe san Francesco Solano, ma tutti i documenti quinzanesi a oggi noti definiscono "l'altare di san Diego" quello a cui la pala apparteneva. Sulla destra il confratello san Giacomo della Marca (1393-1476, beatificato nel 1624 e canonizzato nel 1726), indossa la stola sacerdotale e presenta il calice come allusione ai suoi celebri e discussi sermoni sul sangue di Cristo.

Prima dei restauri del 1980 e la scoperta degli affreschi sottostanti, la pala si trovava appesa sulla parete di fronte.

 

Bibliografia: A. Locatelli, 1989.02.

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