Pieve di S. Maria

Campata dell’Immacolata

 

Sopra la porta laterale nord, dove fino al 1980 era collocato il pulpito cosiddetto “di san Carlo” ora ridotto ad ambone, si trova ora una tela, che prima dei restauri fungeva da pala all’altare della seconda campata.


qz pieve jesse 01Camillo PELLEGRINO (ca.1532 - post 1601)
L’Immacolata Concezione celebrata dai Profeti o L’Albero di Jesse
olio su tela, firmato e datato: «CAMILLUS PEREG(rinus) 1588»

Fra le diverse tele presenti in Quinzano del pittore Camillo Pellegrino, originario di Cigole e naturalizzato quinzanese, è questa la sola con la firma e la data (l’unica altra autografa finora nota è nella parrocchiale di Pralboino), e certamente è una delle più pretenziose, sia sul piano artistico che concettuale.

Non sussistono ormai più dubbi nel ritenere che sia stata in origine la pala d'altare della più importante cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie al Convento, di patronato della ricca e influente scuola della Concezione.

Il dipinto rappresenta, secondo la consuetudine tradizionale dell’Albero di Jesse, un olivo, alle cui radici è disteso il patriarca Jesse, padre del re Davide, dai cui lombi si snoda la sua discendenza ideale, raffigurata nelle forme di un albero genealogico. Alla sommità si erge la Vergine Immacolata, e lungo i rami emergono dai nembi i busti di undici personaggi dell'Antico Testamento cui si aggiunge la Sibilla Cumana: nell’ordine (dal basso e da sinistra) Eliezer, Davide, Salomone, Sibilla, Esdra, Osea, Aggeo, Sofonia, Ezechiele, Abacuc, Isaia, Geremia; ciascuno recita su un filatterio (cartiglio) un versetto di impronta messianica e mariana.

L'opera, se non eccelsa, certamente virtuosistica, si presenta come un fitto repertorio di ritratti a mezzo busto, assai utile per il confronto e l’identificazione dei numerosi altri dipinti non firmati dall’artista sparsi nelle chiese del paese e dei dintorni.

Oggi il quadro è contenuto in una modesta cornice centinata dell’800); l’ancona originaria, decorata da Luca Mombello (1587), doveva essere sontuosa e scenografica secondo le richieste dei committenti, ma andò dispersa presumibilmente all’atto della spoliazione della chiesa conventuale, prima del 1810.

Fino al 1980 il dipinto era collocato sull’altare laterale della seconda campata a sinistra, sopra un paliotto certamente non suo; oggi si trova sopra la porta settentrionale, dove era il pulpito seicentesco, che ora funge da ambone.

 

Cfr. CASANOVA 1996.12; 1997.01.

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