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Relazione
Si deve alla
pluridecennale attività del ‘G.A.F.O. – Gruppo Archeologico Fiume
Oglio’ di Quinzano il rinvenimento, nell’alveo del fiume Oglio, di
reperti lignei appartenenti a ben cinquantadue piroghe diverse e di
diverse epoche, oltre ad altri rinvenimenti archeologici di una
certa importanza effettuati negli anni sul territorio di competenza.
Non ci
soffermeremo in questa sede sulle altre innumerevoli iniziative
della benemerita Associazione, sempre volte alla divulgazione delle
ricerche compiute.
Nel 1984 è stata
rinvenuta, nei pressi della località ‘Saliceto’ di Quinzano,
sulla sponda bresciana dell’Oglio, una piroga pressoché intatta ed
ancora in grado di solcare le acque, forse risalente all’epoca
medievale; l’avvenimento, di rilevanza nazionale, portò alla ribalta
un territorio fino ad allora pressoché sconosciuto, ma di una certa
importanza dal punto di vista storico.
Attualmente la
piroga è conservata in soluzione bioacida presso il Genio militare
di Desenzano, in attesa di essere opportunamente restaurata e
collocata in luogo più adatto.
L’idea di
ospitare tutti questi reperti in un luogo, possibilmente vicino alla
zona del ritrovamento, dove se ne possano ammirare le
particolarità, specie da parte delle giovani generazioni, cominciò
a farsi strada tra i soci del G.A.F.O fin da allora.
Ora, dopo la
realizzazione del nuovo ponte strallato sull’Oglio tra i comuni di
Bordolano e Quinzano e la dismissione della vecchia sede stradale,
gli amici del G.A.F.O. propongono di utilizzare proprio il vecchio
ponte sull’Oglio e l’idea potrebbe avere una qualche speranza di
concretizzarsi. Vediamo come ciò potrebbe essere possibile e
fattibile.
Il luogo è
vicinissimo alla zona di ritrovamento; è ben servito dalla viabilità
provinciale, in particolare dalla S.P. n. 11 dalla parte Bresciana,
che si innesta nella S.P. n. 68 dalla parte Cremonese.
Anche
dall’autostrada A21 Cremona-Brescia è agevole raggiungere la
località, distando solo quindici chilometri il casello di
Robecco-Pontevico, con la possibilità di scelta di due itinerari
interessantissimi sulle due sponde dell’Oglio. La stazione
ferroviaria più vicina è quella di Robecco-Pontevico a km 11, oppure
Verolanuova a 12 km.
La localizzazione
è oltremodo suggestiva dalla presenza dei due ponti sull’Oglio, uno
di fianco all’altro, il vecchio e il nuovo, e da una striscia di
terra frapposta tra i due e derivante dalla variante del nuovo asse
viario rispetto al vecchio.
Il vecchio ponte in acciaio, teatro anche di
un
bombardamento
in data 30 novembre 1944 fa ancora bella mostra di se, ma
immaginiamo che in futuro dovrà essere sottoposto ad opere di
manutenzione per poterlo mantenere in buona efficienza.
L’idea di
realizzare un parco archeologico nasce appunto da tutta una serie di
considerazioni, non ultima quella che vede la zona sprovvista di
iniziative simili per un largo raggio di territorio.
Il fulcro del
parco dovrebbe essere costituito dal ponte, sul cui impalcato
potrebbe essere agevolmente allestita una struttura che si immagina
in vetro e acciaio affinché possa essere inserita senza appesantire
visivamente la bella trama delle travi in acciaio del ponte.
Il contenitore in
vetro e acciaio dovrebbe occupare pressoché tutta la lunghezza del
ponte, mentre, nel senso della larghezza occorrerà lasciare uno
spazio per una opportuna pista ciclabile e pedonabile, nonché come
passaggio di servizio tra le due aree del parco.
La struttura così
costituita potrebbe felicemente ospitare i reperti archeologici
rinvenuti in zona ed attualmente, come detto, conservati in altre
località e nella sede dell’Associazione.
Come ogni
edificio, anche il MUSEO DELLE PIROGHE avrà necessità di disporre di
spazi ed ambienti di servizio che potrebbero trovare posto nell’area
immediatamente precedente il ponte, nel territorio di Bordolano.
Qui, nella zona
compresa tra la vecchia e la nuova strada, sarebbe facile realizzare
l’entrata al parco con idonea dotazione di parcheggio da ricavare a
margine della vecchia sede viaria.
Tra l’ingresso ed
il ponte dovrebbe poter trovare posto un edificio che possa
contenere i necessari servizi per il funzionamento del parco:
-
Ufficio
informazioni e cassa, preferibilmente con portichetto
antistante;
-
Servizi
igienici (uomini, donne, diversamente abili) con antibagno ed
ingresso dal portico;
-
Deposito
attrezzi per la manutenzione del verde e degli edifici;
-
Centrale
termica policombustibile per la climatizzazione del museo e dei
locali di servizio che possa utilizzare gli scarti della
manutenzione del verde comunale (cippato);
-
Centrale
elettrica ad energia solare proveniente dai pannelli
fotovoltaici posti sul tetto;
Inoltre, se lo
spazio lo consente, sarebbe oltremodo interessante poter allestire
un chiosco o meglio un punto di ristoro, dotato di:
-
Ampio portico
antistante ed area a giardino per consumazioni all’aperto;
-
Ampia sala
per consumazioni al chiuso con ingresso dal portico;
-
Bancone di
mescita interno dotato di passavivande sotto il portico;
-
Locale per la
preparazione degli alimenti;
-
Cantina,
magazzino, deposito;
Come si può
facilmente intuire, i proventi derivanti dal canone di affitto dei
locali del chiosco potrebbero contribuire alla manutenzione del
parco.
L’edificio
dovrebbe ricalcare visivamente i caratteri tipici delle costruzioni
di pianura, con predominio di legno e mattoni su una struttura che
possa richiamare quella di una cascinetta.
L’edificio appena
descritto è rappresentato dal seguente
studio di edificio.
L’area a nord del
ponte, tra la vecchia sede stradale e la nuova S.P. 11, sul
territorio del comune di Quinzano d’Oglio, potrebbe completare
benissimo il tutto, con un’ambientazione che possa dare l’idea di
come era il paesaggio della pianura mille anni fa.
Certamente la
larghezza piuttosto esigua dell’area non consente la realizzazione
di grandi spazi attrezzati, ma questo potrebbe verosimilmente
trasformarsi in un vantaggio per la conseguente riduzione dei costi
di manutenzione.
Una ordinata ed
intelligente disposizione delle essenze vegetali potrebbe consentire
di ricreare i diversi ambienti della pianura fluviale e, partendo
dalla riva sinistra dell’Oglio si potrebbe ricostruire:
-
Paesaggio del
corso d’acqua di pianura con le essenze erbacee ed arboree
tipiche della zona umida (canneto, càrici, cornus, ontani,
salici, pioppi, ecc. nelle diverse specie;
-
Villaggio dei
pescatori; ambientazione delle popolazioni che vivevano della
risorsa del fiume (pescatori, mugnai, ecc.);
-
Paesaggio
della foresta di pianura con le essenze erbacee ed arboree
tipiche della zona (carpini, olmi, robinie, querce, ecc. nelle
diverse specie)
-
Villaggio dei
cacciatori; ambientazione delle popolazioni che vivevano della
risorsa della foresta e della prateria (cacciatori, agricoltori,
ecc.)
Il tutto
completato da percorsi pedonali attrezzati con opportune tavole
esplicative
Lo
schizzo di
massima individua le diverse zone del parco così come
sono descritte nella presente relazione.
Data la necessità
di rispettare la distanza dalla strada provinciale, l’edificio dei
servizi non potrà essere realizzato nella posizione indicata sullo
schizzo, ma dovrà essere convenientemente arretrato.
Il parco potrebbe
trovare l’ideale completamento nella ricostruzione di un mulino
fluviale, da ormeggiare sulla riva del fiume; un opificio ormai
dimenticato, ma che ha segnato la storia del fiume per centinaia di
anni; ne esisteva uno proprio a Monticelli d’Oglio (Verolavecchia
BS).
Quindi, il museo
sul ponte vecchio con gli annessi locali in territorio del comune di
Bordolano e le ambientazioni paesaggistiche in territorio del comune
di Quinzano verrebbero a costituire il PARCO ARCHEOLOGICO DELLE
PIROGHE, una iniziativa di sicuro interesse specie per la
divulgazione alle giovani generazioni ed unico esempio nella nostra
pianura.
Per la
gestione e la custodia del parco non sarà difficile stipulare
apposite convenzioni con associazioni di volontariato della zona che
accetterebbero di buon grado con costi verosimilmente irrisori.
Nello
studio di planimetria si illustra una ipotesi di sistemazione
planimetrica dei servizi.
Naturalmente il
tutto dovrà essere opportunamente verificato con idonei rilievi sul
posto, non solo dal punto di vista planimetrico, ma anche per quanto
riguarda la consistenza del terreno di fondazione, trattandosi di
terrapieno di riporto, anche se di antica formazione.
Ecco, questa è la
nostra idea, che vi affidiamo con fiducia, nella convinzione di aver
speso bene il nostro tempo e le nostre capacità in favore della
collettività, per capire il nostro territorio e come si è formato, e
con la speranza che si possa magari vedere realizzato quanto vi
abbiamo ora illustrato.
Quinzano d’Oglio,
06 aprile 2009.
I Promotori.
Gruppo
Archeologico Fiume
Oglio - Quinzano d'Oglio BS
Armando
Barbieri - Verolanuova BS
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