Le Piroghe dell'Oglio

 

 

G.A.F.O. Gruppo Archeologico Fiume Oglio

Quinzano d'Oglio - Brescia - ITALIA

 

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26 maggio 2009

 

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Una nuova iniziativa del G.A.F.O.

 

IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLE PIROGHE

 

Comuni di Quinzano d'Oglio (Brescia) e Bordolano (Cremona)

 

 

 

Relazione

 

Si deve alla pluridecennale attività del ‘G.A.F.O. – Gruppo Archeologico Fiume Oglio’ di Quinzano il rinvenimento, nell’alveo del fiume Oglio, di reperti lignei appartenenti a ben cinquantadue piroghe diverse e di diverse epoche, oltre ad altri rinvenimenti archeologici di una certa importanza effettuati negli anni sul territorio di competenza.

Non ci soffermeremo in questa sede sulle altre innumerevoli iniziative della benemerita Associazione, sempre volte alla divulgazione delle ricerche compiute.

 

Nel 1984 è stata rinvenuta, nei pressi della località ‘Saliceto’ di Quinzano, sulla sponda bresciana dell’Oglio, una piroga pressoché intatta ed ancora in grado di solcare le acque, forse risalente all’epoca medievale; l’avvenimento, di rilevanza nazionale, portò alla ribalta un territorio fino ad allora pressoché sconosciuto, ma di una certa importanza dal punto di vista storico.

Attualmente la piroga è conservata in soluzione bioacida presso il Genio militare di Desenzano, in attesa di essere opportunamente restaurata e collocata in luogo più adatto.

 

L’idea di ospitare tutti questi reperti in un luogo, possibilmente vicino alla zona del ritrovamento,  dove se ne possano ammirare le particolarità, specie da parte delle giovani generazioni,  cominciò a farsi strada tra i soci del G.A.F.O fin da allora. 

 

Ora, dopo la realizzazione del nuovo ponte strallato sull’Oglio tra i comuni di Bordolano e Quinzano e la dismissione della vecchia sede stradale, gli amici del G.A.F.O. propongono di utilizzare proprio il vecchio ponte sull’Oglio e l’idea potrebbe avere una qualche speranza di concretizzarsi. Vediamo come ciò potrebbe essere possibile e fattibile.

Il luogo è vicinissimo alla zona di ritrovamento; è ben servito dalla viabilità provinciale, in particolare dalla S.P. n. 11 dalla parte Bresciana, che si innesta nella S.P. n. 68 dalla parte Cremonese.

Anche dall’autostrada A21 Cremona-Brescia è agevole raggiungere la località, distando solo quindici chilometri il casello di Robecco-Pontevico, con la possibilità di scelta di due itinerari interessantissimi sulle due sponde dell’Oglio. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Robecco-Pontevico a km 11, oppure Verolanuova a 12 km.

La localizzazione è oltremodo suggestiva dalla presenza dei due ponti sull’Oglio, uno di fianco all’altro, il vecchio e il nuovo, e da una striscia di terra frapposta tra i due e derivante dalla variante del nuovo asse viario rispetto al vecchio.

 

Il vecchio ponte in acciaio, teatro anche di un bombardamento in data 30 novembre 1944 fa ancora bella mostra di se, ma immaginiamo che in futuro dovrà essere sottoposto ad opere di manutenzione per poterlo mantenere in buona efficienza.

L’idea di realizzare un parco archeologico nasce appunto da tutta una serie di considerazioni, non ultima quella che vede la zona  sprovvista di iniziative simili per un largo raggio di territorio.

Il fulcro del parco dovrebbe essere costituito dal ponte, sul cui impalcato potrebbe essere agevolmente allestita una struttura che si immagina in vetro e acciaio affinché possa essere inserita senza appesantire visivamente la bella trama delle travi in acciaio del ponte.

 

Il contenitore in vetro e acciaio dovrebbe occupare pressoché tutta la lunghezza del ponte, mentre, nel senso della larghezza occorrerà lasciare uno spazio per una opportuna pista ciclabile e pedonabile, nonché come passaggio di servizio tra le due aree del parco.

La struttura così costituita potrebbe felicemente ospitare i reperti archeologici rinvenuti in zona ed attualmente, come detto, conservati in altre località e nella sede dell’Associazione.

Come ogni edificio, anche il MUSEO DELLE PIROGHE avrà necessità di disporre di spazi ed ambienti di servizio che potrebbero trovare posto nell’area immediatamente precedente il ponte, nel territorio di Bordolano.

Qui, nella zona compresa tra la vecchia e la nuova strada, sarebbe facile realizzare l’entrata al parco con idonea dotazione di parcheggio da ricavare a margine della vecchia sede viaria.

Tra l’ingresso ed il ponte dovrebbe poter trovare posto un edificio che possa contenere i necessari servizi per il funzionamento del parco:

  • Ufficio informazioni e cassa, preferibilmente con portichetto antistante;

  • Servizi igienici (uomini, donne, diversamente abili) con antibagno ed ingresso dal portico;

  • Deposito attrezzi per la manutenzione del verde e degli edifici;

  • Centrale termica policombustibile per la climatizzazione del museo e dei locali di servizio che possa utilizzare gli scarti della manutenzione del verde comunale (cippato);

  • Centrale elettrica ad energia solare proveniente dai pannelli fotovoltaici posti sul tetto;

Inoltre, se lo spazio lo consente, sarebbe oltremodo interessante poter allestire un chiosco o meglio un punto di ristoro, dotato di:

  • Ampio portico antistante ed area a giardino per consumazioni all’aperto;

  • Ampia sala per consumazioni al chiuso con ingresso dal portico;

  • Bancone di mescita interno dotato di passavivande sotto il portico;

  • Locale per la preparazione degli alimenti;

  • Cantina, magazzino, deposito;

Come si può facilmente intuire, i proventi derivanti dal canone di affitto dei locali del chiosco potrebbero contribuire alla manutenzione del parco.

L’edificio dovrebbe ricalcare visivamente i caratteri tipici delle costruzioni di pianura, con predominio di legno e mattoni su una struttura che possa richiamare quella di una cascinetta.

L’edificio appena descritto è rappresentato dal seguente studio di edificio.

 

L’area a nord del ponte, tra la vecchia sede stradale e la nuova S.P. 11, sul territorio del comune di Quinzano d’Oglio, potrebbe completare benissimo il tutto, con un’ambientazione che possa dare l’idea di come era il paesaggio della pianura mille anni fa.

Certamente la larghezza piuttosto esigua dell’area non consente la realizzazione di grandi spazi attrezzati, ma questo potrebbe verosimilmente trasformarsi in un vantaggio per la conseguente riduzione dei costi di manutenzione.

Una ordinata ed intelligente disposizione delle essenze vegetali potrebbe consentire di ricreare i diversi ambienti della pianura fluviale e, partendo dalla riva sinistra dell’Oglio si potrebbe ricostruire:

  • Paesaggio del corso d’acqua di pianura con le essenze erbacee ed arboree tipiche della zona umida (canneto, càrici, cornus, ontani, salici, pioppi, ecc. nelle diverse specie;

  • Villaggio dei pescatori; ambientazione delle popolazioni che vivevano della risorsa del fiume (pescatori, mugnai, ecc.);

  • Paesaggio della foresta di pianura con le essenze erbacee ed arboree tipiche della zona (carpini, olmi, robinie, querce, ecc. nelle diverse specie)

  • Villaggio dei cacciatori; ambientazione delle popolazioni che vivevano della risorsa della foresta e della prateria (cacciatori, agricoltori, ecc.)

Il tutto completato da percorsi pedonali attrezzati con opportune tavole esplicative

Lo schizzo di massima individua le diverse zone del parco così come sono  descritte nella presente relazione.

 

Data la necessità di rispettare la distanza dalla strada provinciale, l’edificio dei servizi non potrà essere realizzato nella posizione indicata sullo schizzo, ma dovrà essere convenientemente arretrato.

Il parco potrebbe trovare l’ideale completamento nella ricostruzione di un mulino fluviale, da ormeggiare sulla riva del fiume; un opificio ormai dimenticato, ma che ha segnato la storia del fiume per centinaia di anni; ne esisteva uno proprio a Monticelli d’Oglio (Verolavecchia BS).

Quindi, il museo sul ponte vecchio con gli annessi locali in territorio del comune di Bordolano e le ambientazioni paesaggistiche in territorio del comune di Quinzano verrebbero a costituire il PARCO ARCHEOLOGICO DELLE PIROGHE, una iniziativa di sicuro interesse specie per la divulgazione alle giovani generazioni ed unico esempio nella nostra pianura.

Per la gestione e la custodia del parco non sarà difficile stipulare apposite convenzioni con associazioni di volontariato della zona che accetterebbero di buon grado con costi verosimilmente irrisori.

Nello studio di planimetria si illustra una ipotesi di sistemazione planimetrica dei servizi.

 

Naturalmente il tutto dovrà essere opportunamente verificato con idonei rilievi sul posto, non solo dal punto di vista planimetrico, ma anche per quanto riguarda la consistenza del terreno di fondazione, trattandosi di terrapieno di riporto, anche se di antica formazione.

Ecco, questa è la nostra idea, che vi affidiamo con fiducia, nella convinzione di aver speso bene il nostro tempo e le nostre capacità in favore della collettività, per capire il nostro territorio e come si è formato, e con la speranza che si possa magari vedere realizzato quanto vi abbiamo ora illustrato.

 

Quinzano d’Oglio, 06 aprile 2009.

 

I Promotori.

Gruppo Archeologico Fiume Oglio - Quinzano d'Oglio BS

Armando Barbieri - Verolanuova BS

 

 

Dove siamo (altre foto del ponte)

Schizzo di massima

Studio di planimetria

Studio di edificio

 

 

 

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a cura di Armando Barbieri

Ultimo aggiornamento: 26/05/2009