Nember locandina mostraEra il 26 aprile del 1815, quando il ricco possidente e cronista quinzanese Giuseppe Nember, all’età di 63 anni, moriva per le complicanze di un sarcoma alla gamba destra, che lo affliggeva dal 1808 e da cui era stato inutilmente operato nel 1813.

Il Gafo-Quinzano già da alcuni anni coltivava l’idea di celebrare la ricorrenza del secondo centenario della morte di questo colto e un po’ trascurato quinzanese, raccogliendo i suoi manoscritti e pubblicando finalmente tutte le sue opere, che meritano di essere conosciute anche oltre il piccolo orizzonte locale.

Ma la ricerca da una parte ha rivelato che la biblioteca e i preziosi manoscritti del cronista sono andati purtroppo dispersi negli ultimi 15 anni a sèguito delle divisioni ereditarie; dall’altra ha mostrato l’incredibile ricchezza delle documentazioni sopravvisute alla dispersione, relative alle famiglie Nember e Vertua (oggi ormai estinte almeno nei cognomi) e a quelle con le quali i due rami principali si sono nel tempo intrecciati.

L’amichevole cortesia e la squisita disponibilità delle signore Irene Bertoletti Piechele e Ginarosa Bertoletti Antonioli e delle rispettive famiglie, discendenti dirette di due rami femminili dei Nember-Vertua, ci hanno consentito di accedere a quanto da loro conservato con cura, aprendoci così ampi spiragli su documentazioni famigliari, economiche, amministrative, fotografiche e materiali di grande interesse non solo per la storia dei due lignaggi, ma anche per quella del paese di Quinzano, al quale i Nember e i Vertua, hanno contribuito a dare un’impronta incancellabile nella storia, nell’economia, nella cultura e nell’urbanistica.

L’idea di questa mostra nasce dunque da qui: fare il punto sulle acquisizioni effettuate fino a oggi e progettare, in stretta collaborazione con i discendenti e con la pubblica Amministrazione, il progressivo recupero e la valorizzazione dello sterminato deposito famigliare che documenta le vicende delle due famiglie e dei loro esponenti più rilevanti nel plasmare la fisionomia attuale del nostro Comune.

Abbiamo deciso di dare alla mostra un carattere di ricchezza e insieme di indefinitezza, per condividere con i visitatori le nostre stesse sensazioni e farli passeggiare attraverso una piccola scelta dello sterminato materiale pertinente alla storia e alla vita delle due famiglie. Non vogliamo, infatti, riferire l’esito di una ricerca già svolta e compiuta, ma far sentire la curiosità e l’entusiasmo delle mille cose che abbiamo trovato e continuiamo a raccogliere dalla generosa collaborazione di coloro che ce le offrono.

I materiali iconografici e documentari che abbiamo individuato fin qui sono tanti (oltre 1200 fotografie e almeno altrettanti manoscritti e documenti dal XV al XX secolo), e molti di più sono quelli che potremmo recuperare proseguendo l’indagine attenta e scrupolosa; le ricerche, schedature, identificazioni, trascrizioni, ricostruzioni genealogiche sono in corso, anzi, si può dire che sono appena cominciate.

I nostri progetti per il prossimo futuro sono questi:

  • proseguire la ricerca e acquisizione delle porzioni disperse dell’archivio e della biblioteca di casa Nember-Vertua
  • istituire un fondo archivistico documentario intitolato alle due famiglie
  • proseguire la schedatura dei materiali recuperati in originale o in copia
  • trascrivere e riprodurre i documenti e le immagini più rilevanti per la storia delle due famiglie e della comunità quinzanese
  • integrare alberi genealogici e schede biografiche (al momento circa 650) dei componenti delle due discendenze
  • pubblicare in volume tutti i manoscritti editi e inediti di Giuseppe Nember, corredati con un percorso storico sulle famiglie a lui collegate
  • approfondire in una ricerca e una mostra ciascuna delle questioni aperte dalla presente esposizione.

Confidiamo che l’interesse degli eredi, dell’Amministrazione comunale e dei cultori di storia quinzanese ci consentirà un po’ alla volta di raggiungere tutti questi ambiziosi obiettivi.

La mostra si articola seguendo gli aspetti rilevanti della famiglie Nember (a sinistra) e Vertua (a destra), che si congiungono sul fondo con l’unione di Francesco Nember e di Giuditta (Gina) Vertua e della loro famiglia, nella quale si fusero i patrimoni e la documentazione delle due discendenze.

La sequenza degli aromenti è la seguente:

famiglia NEMBER famiglia VERTUA
Le origini Le origini
Giuseppe (1) Nember
Palazzo Nember Palazzo Vertua
Giuseppe (2) Nember Ambrogio Vertua
Francesco Nember Giuditta Vertua
la famiglia di Francesco e Giuditta

 

Una interessante integrazione è dedicata alla antica pratica della fotografia, di cui i Nember a cavallo del '900 erano entusiasti appassionati (gli oggetti d’epoca sono stati gentilmente prestati dallo studio fotografico Virginio Gilberti di Verolanuova e dal sig. Giuseppe Piozzi di Quinzano).


Ringraziamo

per il patrocinio
Amministrazione comunale di Quinzano d'Oglio

per i materiali prestati
le sig. Irene Bertoletti Piechele e Laura Antonioli, Carlo Bertoglio,

Ivan Gnocchi, Giuseppe Piozzi, Virginio Gilberti, Antonio Piccinotti, Claudio Piccinotti.

per l’allestimento
Eugenio Garda, Gianna Boldrini, Dina Filipponi,

Silvia Bianchetti, Dario Ghirardi, Giovanni Bricchetti, Fabrizio Ferri, Gianfausto Saleri.

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