qz pieve caulicoliSulla testata est del lato meridionale nell'odierna chiesa della Pieve di Quinzano, a qualche metro di altezza è murato un frammento di pietra lavorata che presenta quattro spirali o volute (qualcuno le chiama caulìcoli), che si dipartono due per lato da un nastro centrale.

Questo interessante frammento è stato da sempre riconosciuto come proveniente da un edificio che sorgeva in quel luogo prima della costruzione attuale, ma le recenti indagini sulla chiesetta di Montecchio hanno portato qualche luce in proposito. In effetti, una delle scoperte più rilevanti di quelle ricerche è stata di trovare fra i reperti salvati dall'annientamento dell'oratorio campestre un frammento in tutto simile a quello incastonato sulla Pieve.

L'opinione di esperti riconduce i due frammenti, insieme ad altri ritrovati a Montecchio, alle mani di una stessa bottega di scalpellini, nel periodo tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo d.C., gli ultimi anni della vita di Carlomagno. Potrebbe trattarsi di frammenti decorativi di un pluteo, cioè di un recinto sacro che a quell'epoca si usava dentro le chiese per separare lo spazio del clero da quello dei fedeli.

montecchio caulicoli 01L'analogia costruttiva e la datazione porterebbero a pensare che la Pieve e Montecchio fossero state costruite dalle medesime maestranze in quegli stessi anni tra 700 e 800, ma ciò non è stato confermato (né smentito peraltro) dai sondaggi archeologici effettuati dalla dott. Denise Morandi, per conto della Soprintendenza, sul sito di Montecchio nell'ottobre 2013. Del resto, la cappella campestre doveva essere talmente piccola, che un recinto interno sarebbe stato davvero troppo ingombrante.

La causa della presenza di questi frammenti gemelli nelle due chiese si può spiegare con un'altra ragione: essi dovevano appartenere entrambi, insieme agli altri ritrovati con loro, al recinto sacro di una chiesa edificata (o abbellita) intorno all'anno 800 nel luogo dove oggi sorge la Pieve, la quale pertanto dimostrerebbe la sua esistenza almeno da quell'epoca. Alcuni secoli dopo, verso la metà del XII, per ragioni ignote si provvide a riedificare la Pieve nelle forme romaniche che si sono conservate fino ad oggi nell'abside centrale; le decorazioni della chiesa precedente, forse ridotte in frammenti già a quell'epoca, furono in parte destinate a decorare la chiesa di Montecchio, edificata anch'essa intorno al 1150: un modo intelligente di riciclare dei pezzi già allora d'antiquariato, e di ribadire la relazione stretta fra la chiesa matrice e la cappella campestre ad essa soggetta.

Il frammento della Pieve fu murato nella testata di sud-est dopo il 1607, epoca del rifacimento di quella porzione di edificio, mentre quello di Montecchio andò perduto nel corso delle vicende della cappella, e riemerse al momento della demolizione (18 agosto 1974), venendo salvato da mani pietose, che ne hanno impedito la dispersione definitiva.

 

Le immagini sono tratte dal libro Santa Maria di Montecchio. Indagini su un'antica chiesa nella campagna di Quinzano, per gentile concessione dei curatori.

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