pal vertua 01L'elegante dimora della famiglia Vertua sorge a mattina della chiesa di San Rocco: a buon diritto si può ritenere la casa più bella del paese (Lechi).

In quell'area già nel 1540 doveva esistere un edificio di qualche riguardo, poiché Pandolfo Nassino attesta che «da doman parte ala giesia de Sancto Rocho posta nella terra de Quinzano» sorgevano «le case di Duranti», ossia della ricca famiglia cittadina che in quel periodo godeva una specie di commenda del beneficio di San Rocco. Il cortivo, divenuto di proprietà della famiglia Guadagni, fu successivamente acquistato da Domenico di Bartolomeo Vertua il 30 aprile 1672.

L'attuale palazzo, edificato intorno al 1780, è opera attribuita all’architetto bresciano abate Gaspare Turbini (1728-1802). Il bel portale (assai simile nei caratteri a quello del palazzo di Brescia in corso Martiri, oggi della Banca d’Italia), spicca al centro della facciata: in pietra sagomata, è affiancato da quattro finestre per lato sobriamente incorniciate, ed è sormontato da un elegante balcone in ferro battuto sorretto da quattro mensoloni. Al piano nobile, nove finestre, coronate da timpani alternativamente triangolari e curvi, si affacciano sulla piazza della chiesa e cinque su via Almaria.

L’androne d’ingresso presenta quattro colonne che precedono il portico, sviluppato in altezza e di grande respiro, articolato  in cinque campate su colonne toscane che reggono volte a vela scandite da archi trasversi. Su di esso si affacciano il cancello di accesso allo scalone e due porte con stipiti in marmo sormontati da timpani triangolari.

Dalla prima porta a destra si accede a una sala rettangolare decorata in età neoclassica. Le pareti, scandite da lesene ioniche, sono abbellite da pannelli dipinti a fondo azzurro intenso, su cui spiccano in bianco avorio vasi adorni e trionfi, alternati a specchiature rettangolari più ampie, con intrecci policromi di scudi, armi, vessilli e trofei. Sul soffitto a volta, dai riquadri prospettici di un’illusoria piramide tronca, in tondi incorniciati e abbelliti da festoni e fiori, si affacciano scorci di paesaggi. Come si legge sulla parete nord, la decorazione fu eseguita da Francesco David nell'anno della rivoluzione bresciana:

Fran(ciscus) . David
Pinxit
d
(ie) . 29 . April(is) . a(nno) . 1797 .
ætat(is) [suæ] 27
.

pal vertua 02Nella sala a sinistra, più piccola, un fregio in chiaroscuro con figurine danzanti corre sotto il soffitto, dove una finta balaustra impreziosita agli angoli da vasi con festoni floreali, invita lo sguardo verso il centro della volta dalla tenue bicromia giallo-verde. Sopra le porte interne, in medaglioni sorretti da figure alate, sono effigiati quattro grandi poeti italiani: Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso. Degno di nota è il caminetto per la sua elegante semplicità.

Il cancello di accesso al piano superiore presenta due pregevoli festoni in foglia di ferro di gusto barocco. Notevole è la ringhiera in ferro battuto, che alla sommità, sul pianerottolo, porta al centro uno stemma dorato (una torre e in capo l’aquila) sormontato da corona nobiliare (forse una modifica dell’arma Vertua, riconducibile all’epoca in cui il cav. Ambrogio fu sindaco di Quinzano).

Al piano nobile, sotto una finestrella arcuata con inferriata, è posta una pregevole acquasantiera dal perimetro poligonale e vasca circolare baccellata; anche il fusto, variamente sagomato, è circondato a metà altezza da baccellature.

Due porte danno accesso a una vasta e luminosa galleria aperta verso il cortile, col soffitto a travetti e cinque paesaggi dipinti sopra gli ingressi alle stanze. In fondo l’alcova è decorata nel '900 in stile neo-barocco; le stanze verso la piazza, molto ampie, presentano affreschi del secondo '800: nella prima un medaglione centrale con Amore e Psiche; nella seconda tondi blu con fiori; nelle altre ancora divinità, scene mitologiche, putti, allegorie o semplici fregi.

La suggestione è ovunque quella di una dimora nobiliare cittadina.

 


Bibliografia: Lechi 1973-93, VII, pp. 178-179; Casanova 1993, p. 36 e nt 41.     

 

sito realizzato con Joomla! - a cura di Tommaso Casanova
© 2009-2015 - GAFO-Quinzano
Joomla templates by a4joomla