turíbolo.

Dal latino thus, thuris ‘incenso’.

È un recipiente in metallo a forma di coppa, con una base contenente un piccolo braciere su cui si depongono granelli d’incenso; il coperchio è dotato di aperture per far circolare l’aria e permettere al fumo profumato di uscire. Per tenerlo sospeso e permetterne l’oscillazione rituale, esso possiede quattro catenelle, di cui le tre laterali servono a congiungere la coppa con un’impugnatura e a trattenere mediante appositi scorritori il coperchio; la quarta centrale è collegata al coperchio stesso e, mediante un anello, permette di sollevarlo per introdurvi l’incenso.

Il turibolo è sempre affiancato da un recipiente metallico a forma di mezzaluna con un piede di sostegno, per contenere la riserva d’incenso (dalla suo aspetto simile a quello di un’imbarcazione, è detto navicella). L’incenso viene travasato dalla navicella al turibolo mediante un cucchiaino.

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