tabernàcolo, tabernaculum.

Edicola chiusa, dove sono conservate le sacre specie (pane e vino consacrato) per la comunione dei fedeli e per l’adorazione.

Può essere posta sull'altare maggiore o in altra parte della chiesa, purché sia nobile, sicura e inviolabile, convenientemente ornata, e faciliti la preghiera personale.

In ogni chiesa vi deve essere un solo tabernacolo con le specie eucaristiche.A indicare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia, fin dal sec. XIII, accanto al tabernacolo deve ardere perennemente una lampada viva, a olio o di cera. Il tabernacolo può essere rivestito anche di uno speciale velo, detto conopeo.

In antico il sacramento si conservava nella sacrestia o in un armadio a muro accanto all’altare, talvolta anche nelle cosiddette “colombe eucaristiche” sospese al di sopra dell’altare.

Nelle visite più antiche pare che col termine tabernaculum si alludesse a una teca, destinata soprattutto a conservare l’eucaristia per gli infermi. Nella visita Bollani (1565) si dice espressamente che il tabernaculum è composto di una cuppa argentea: dunque poteva avere la forma di calice o pisside. I decreti del Borromeo (1580) menzionano un tabernaculum ostensorium, che indica verosimilmente quello che noi chiamiamo ostensorio; a meno che non alluda al repositorium, ossia al tronetto aperto utilizzato per l’esposizione e l’adorazione eucaristica. Nella visita Giorgi (1599) si parla invece di un tabernaculum gestatorium dotato di lunula, e dunque si tratta certamente di un ostensorio.

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