Montecchio mostra 01All’alba del 18 agosto 1974 le ruspe rasero al suolo quel che restava del complesso architettonico della Madonna della Rosa a Montecchio di Quinzano, con la sua graziosa chiesa barocca, il portico che conservava l’abside dell’antico oratorio romanico, un tempo tappezzato di colorati affreschi di santi, e la casetta rustica dell’eremita, con le sue poche stanze, abitate fino a non molti anni prima da povera gente.

A quarant’anni dal malaugurato evento, un’equipe di studiosi ha deciso di offrire un doveroso risarcimento morale alla plurisecolare vicenda della vecchia cappella, procedendo a una ricerca scientifica rigorosa, articolata in due principali direzioni: da un lato l’indagine documentaria, per reperire informazioni fra documenti antichi e testimonianze fotografiche o personali moderne; dall’altro l’indagine archeologica, per verificare quanto fosse eventualmente rimasto del complesso di Montecchio sotto il livello del terreno.

La ricerca ha fatto emergere la storia secolare del sito, che potrebbe avere un’origine alto medievale (VIII-IX secolo), ma che è attestato con certezza solo dalla metà del 1100. Alla fase romanica seguì un ripristino strutturale nel pieno ‘400; negli anni intorno al 1590 venne realizzato l’oratorio settentrionale, divenuto la chiesa principale dopo il 1601, derubricando a portico la vetusta cappella romanica; l’immagine dell’ampliamento, intorno al 1730, del portico romanico e dell’oratorio cinquecentesco, con l’erezione dell’elegante facciata, sopravvive nelle poche fotografie dei suoi ultimi anni.

 

Da scarsissimi e sparpagliati avanzi di una nobile storia perduta, la ricerca storica ha fatto come rinascere, sia pure solo virtualmente, la chiesetta nelle varie forme che acquisì nel tempo, in alcuni suoi apparati decorativi e iconografici, nelle vicende e nei personaggi di cui fu testimone e compagna di strada. E ciò con una tale intensità, che sembra quasi di poterla far di nuovo rivedere a coloro che nella loro giovinezza la videro, e vedere a coloro che per la loro giovinezza non la videro.

L’indagine archeologica ha avuto la collaborazione e la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, che ha concesso l’autorizzazione a pubblicare i dati di scavo. Il patrocinio all'iniziativa è stato accordato anche dall’Archivio di Stato di Brescia.

La pubblicazione esce nella collana "Studium" come quaderno della prestigiosa rivista Brixia Sacra. Memorie storiche della diocesi di Brescia, e sarà spedita in circa 500 copie agli abbonati, alle Università ed agli Istituti di ricerca storica italiani ed europei.

(dal risvolto di copertina del volume)

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SANTA MARIA DI MONTECCHIO. Indagini su un’antica chiesa nella campagna di Quinzano
a cura di Tommaso Casanova e Angelo Valsecchi

('Quaderni di Brixia sacra' 5), Roma-Brescia, Studium-Associazione per la storia della Chiesa bresciana-Uspaaa, 2014, pp. 230

Indice del volume

  • Gianni Donni, Premessa
  • Tommaso Casanova, In principio era la fine
  • Denise Morandi, Testimonianze archeologiche alto medievali e romaniche nella bassa pianura bresciana
  • Denise Morandi, L’indagine archeologica sul sito di Santa Maria di Montecchio
  • Tommaso Casanova, “A mane flumicellum, a sero via, a meridie eglesia vetera”. La vicenda storica della chiesa di Montecchio nelle fonti documentarie
  • Angelo Valsecchi, La sequenza storico-architettonica e ipotesi ricostruttive del complesso monumentale
  • Tommaso Casanova, La "mappa Martinengo"
  • Angelo Valsecchi, Le fotografie del degrado
  • Giuseppe Fusari, Devote stratificazioni. Proposte per la ricostruzione dell’apparato decorativo del complesso di Santa Maria di Montecchio
  • Andrea Marini, Quando a Montecchio fioriscono i bucaneve (tratto dai ricordi familiari editi nel 1992)
  • Appendici (a cura di Tommaso Casanova)
  • Cronologia sintetica del complesso di Montecchio
  • Documenti
  • Bibliografia.

 

Il volume è disponibile fino a esaurimento, e può essere richesto al Gafo-Quinzano.

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