messe fondate.

Si chiamano così le messe la cui elemosina viene percepita sui redditi di beni patrimoniali (fondazioni pie) consegnati a una persona morale della chiesa (oratorio, confraternita, altare), con l’onere espresso di celebrare messe in perpetuo (messe perpetue, continue) o per un tempo determinato (messe temporanee) in numero proporzionale ai redditi: tutti i giorni (messe quotidiane), o per un numero fisso di giorni dell’anno (giorni, mesi di messe). La fondazione deve essere fatta per scritto, e se ne devono conservare copie presso la curia vescovile e l’ente cui l’onere di messe è stato attribuito; inoltre in ogni chiesa si deve compilare una tabella da esporre in luogo pubblico, e un registro, nei quali siano annotati i singoli oneri perpetui e temporanei e la loro esecuzione. Se per la diminuzione dei redditi o per altro motivo non imputabile ai responsabili della fondazione non è più possibile sostenere tutti gli oneri, il vescovo, rispettando per quanto possibile la volontà del fondatore, potrà diminuire gli oneri e anche il numero delle messe (riduzione di messe), se il fondatore ne ha lasciata facoltà. Se i redditi si estinguono totalmente senza colpa di chi ha l’onere di celebrarle, per ciò stesso cessa l’obbligo della celebrazione.

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