enfitèusi

Forma di contratto agrario assai diffusa nel nostro territorio fino al ‘500: consisteva nel diritto reale su di un immobile rustico, sul quale il locatario (enfitèuta) ha il pieno godimento in perpetuo, o per un tempo molto lungo, con l’obbligo di migliorarlo (“ad meliorandum et non deteriorandum”) e di corrispondere ogni anno al locatore una prestazione in denaro o in natura (livello), spesso solo simbolica. Sembra che, soprattutto all’origine, fosse una forma di contratto destinata al dissodamento delle terre incolte: per questo all’enfiteuta si dava un potere praticamente assai ampio sul fondo, e per un tempo molto lungo, al punto che si trasformava in una vera proprietà; del possessore originario si conservava memoria solo nell’obbligo della modesta prestazione livellaria. Dopo un certo tempo, e a certe condizioni, l’enfiteuta poteva affrancare il fondo enfitèutico, liberandosi definitivamente anche dal pagamento del livello.

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