cognome.

Contrariamente ai nostri, i cognomi sono sempre stati in passato assai instabili nella forma, almeno fino alla introduzione obbligatoria dei registri anagrafici nelle parrocchie (battesimi, matrimoni, defunti), seguita al concilio di Trento. Fino a quell’epoca, e in parte anche dopo, l’uso comune era di attribuire il cognome singolare agli individui (es: Marco Venturello), femminile per le donne (Laura Venturella), e al plurale per indicare la famiglia (i Venturelli o de Venturellis). Quando poi (come in Verolavecchia capita frequentemente) si avevano diversi rami della stessa famiglia, per evitare confusioni si aggiungeva al cognome principale un soprannome, che col tempo divenne a sua volta il cognome di quella discendenza (es: i Baiguera de Pellatis e Dari; i Dalè o Daleni detti Banderia, ecc.).

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