ad ratam fructuum, ad ratam, ad ratham.

‘In proporzione dei frutti’, ossia secondo il reddito annuo prodotto dai beni o dai capitali stanziati allo scopo, che di solito è l’obbligo di celebrare delle messe. Poiché non si poteva sempre prevedere, soprattutto a distanza di molto tempo, il valore effettivo dei redditi di un lascito, il testatore, invece di un numero fisso di messe, disponeva talora che gli eredi facessero celebrare ogni anno messe ad ratam fructuum, ossia tante quante se ne potevano compensare con il reddito di volta in volta prodotto. Spesso questa imposizione era il risultato di una riduzione di messe (vedi) operata d’ufficio dalla curia e approvata dal vescovo.

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