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La Pieve di
Santa Maria Nascente.
Visita guidata,
a cura di
T. Casanova
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Battistero di San Giovanni
Battista
Accanto alla chiesa della Pieve,
in corrispondenza della porta settentrionale, sorge il
Battistero, che era appunto il segno della dignità pievana,
poiché in antico solo le chiese plebanali potevano amministrare i
sacramenti per tutto il vasto distretto rurale di loro pertinenza.
È forse l’unico edificio del genere conservato per intero in
tutto il Bresciano.
La costruzione originaria, conforme
alla consuetudine, si presenta come una cappella a pianta
centrale, di forma quadrata a spigoli smussati (per cui
vagamente ottagona) e dotata nel mezzo di una vasca per
l’aspersione rituale, di cui oggi sopravvive soltanto il
basamento (rinvenuto nel 1983), ma che era ancora in sede
all’atto della visita del Borromeo nel 1580.
Successivamente, a
causa del trasferimento dapprima ufficioso, poi ufficiale del
titolo di parrocchia, e quindi della funzione
battesimale, alla chiesa di San Faustino, il luogo fu trasformato
in cappella dedicata a San Giovanni Battista in memoria della
sua antica dignità, e tra ‘600 e ‘700 fu decorato con affreschi,
di cui si conservano ampie tracce.
Infine venne meno anche questo
frustolo di memoria, e l’antico battistero fu mestamente
trasformato in banale sacrestia.
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Vasca battesimale (basamento)
Dell’originaria vasca battesimale
si è conservata soltanto parte del basamento, ricavato in un
grosso blocco di botticino (cm 137x124x66,5). La pietra di reimpiego
(come rileva S. Guerrini), in precedenza doveva far parte della
trabeazione di un monumentale edificio di età romana, presentando sul
fronte più lungo una lavorazione semplice e solenne, secondo le
regole dell’antica decorazione architettonica. La faccia
superiore è levigata e consumata da chi nei secoli vi camminò
sopra: ciò fa intuire che si trovava a livello del vecchio
pavimento o appena rialzata. Negli scavi sono emerse anche
tracce dell’antica pavimentazione a grossi ciottoli di fiume.
Al centro del blocco è scavato uno
spazio cilindrico, a forma di catino (cm 55,5x38), con al fondo
un altro incavo più piccolo (cm 9x28,5), che attraversa tutta la
pietra formando lo scarico. Sulla faccia superiore del basamento vi è traccia di un altro blocco cilindrico, a forma di
vera da pozzo, dell’altezza approssimativa di
un metro, che costituiva la vasca vera e propria. I due elementi
erano saldati al piede con intonaco finissimo, di calce e
polvere di mattone.
La vasca era affiancata da quattro
colonnine che sostenevano un tetto, formando una specie di
ciborio: la traccia dei quattro basamenti quadrati (cm 19),
appena smussati dalla parte della vasca, è
ben visibile sulla pietra di base, dove si notano anche i residui
delle spine di piombo che fissavano al piede le colonnette.
Secondo gli studiosi, la tipologia
di questo fonte battesimale è unica nel Bresciano, e databile
presumibilmente al
X-XI secolo per la presenza del tempietto superiore a quattro
colonne, simile ai cibori degli altari romanici: si tratterebbe
dunque del più antico fonte documentato di tutta la zona.
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Bibliografia:
S. GUERRINI, 1983;
FAPPANI, 1997, p. 233a.
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