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Autore
anonimo (fine sec. XII)
Cristo Pantocratore tra i simboli degli
Evangelisti e altri santi
Ai lati alcune ombre di figure dovrebbero
rappresentare i simboli dei quattro evangelisti.
Nella fascia centrale sono riaffiorati
altri affreschi, con caratteri bizantineggianti, purtroppo però assai difficilmente leggibili, anche
perché l’inserzione dell’ancona e dell’altare e
l’ampliamento delle finestre vi hanno aperto smisurati squarci. Vi si individuano forse una
flagellazione di Gesù (riquadro a destra) e una scena di
apparizione o annunciazione non ancora identificata.
La decorazione a rosse girali fitomorfe nelle strombature delle tre monofore (quella centrale si conserva per intero,
essendo stata semplicemente murata dietro l’ancona; delle due laterali,
allargate in epoca successiva e oggi ripristinate nella
dimensione originaria, rimane solo la sezione verso
il centro dell’abside) mostra caratteri che rimandano a moduli
tipici dell’arte cluniacense (es. San Pietro in Lamosa).
La fascia inferiore riproduce
l’immagine di un panno drappeggiato, fissando nell’arte una
consuetudine dell’uso quotidiano.
I personaggi di cui a stento
si distinguono le sagome sull’intradosso dell’arcosoglio
dovevano essere figure di santi o profeti.
Alla fine del ‘400 dovrebbe
risalire la piccola crocefissione, realizzata su uno strato
di intonaco più recente, circa all’altezza della pala.
La mensa dell’altare, di fattura semplice ed
elegante del tardo ‘700, un tempo addossata alla parete in
corrispondenza della monofora centrale, è stata spostata in
avanti, per poter essere utilizzata secondo le
norme liturgiche dell’ultimo concilio.
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