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La pieve di Santa Maria Nascente.

Visita guidata, a cura di T. Casanova

 
 
 

area presbiteriale

 

Affreschi dell’abside

 

Domina tutta la chiesa dall’alto del catino absidale il grande Cristo Pantocratore, risalente forse all’epoca stessa della porzione di edificio che lo contiene, ossia verso la fine del sec. XII o il principio del successivo (S. Guerrini anticiperebbe addirittura alcuni dipinti ai secc. X-XI, mentre Fusari sposta tutto alla fine del XIII), che ha rivisto la luce nei restauri del 1982 (e ora ha ricominciato a diventare di nuovo quasi del tutto evanescente).

 

Autore anonimo (fine sec. XII)

Cristo Pantocratore tra i simboli degli Evangelisti e altri santi

 

Ai lati alcune ombre di figure dovrebbero rappresentare i simboli dei quattro evangelisti.

Nella fascia centrale sono riaffiorati altri affreschi, con caratteri bizantineggianti, purtroppo però assai difficilmente leggibili, anche perché l’inserzione dell’ancona e dell’altare e l’ampliamento delle finestre vi hanno aperto smisurati squarci. Vi si individuano forse una flagellazione di Gesù (riquadro a destra) e una scena di apparizione o annunciazione non ancora identificata.

La decorazione a rosse girali fitomorfe nelle strombature delle tre monofore (quella centrale si conserva per intero, essendo stata semplicemente murata dietro l’ancona; delle due laterali, allargate in epoca successiva e oggi ripristinate nella dimensione originaria, rimane solo la sezione verso il centro dell’abside) mostra caratteri che rimandano a moduli tipici dell’arte cluniacense (es. San Pietro in Lamosa).

La fascia inferiore riproduce l’immagine di un panno drappeggiato, fissando nell’arte una consuetudine dell’uso quotidiano.

I personaggi di cui a stento si distinguono le sagome sull’intradosso dell’arcosoglio dovevano essere figure di santi o profeti.

Alla fine del ‘400 dovrebbe risalire la piccola crocefissione, realizzata su uno strato di intonaco più recente, circa all’altezza della pala.

La mensa dell’altare, di fattura semplice ed elegante del tardo ‘700, un tempo addossata alla parete in corrispondenza della monofora centrale, è stata spostata in avanti, per poter essere utilizzata secondo le norme liturgiche dell’ultimo concilio.

 
 
 

Bibliografia: PANAZZA, 1942; 1964; S. GUERRINI, 1983.

 

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© 2009 - GAFO-Quinzano

a cura di T. Casanova

aggiorn.15/10/2009