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el corso
delle nostre ricerche d’archivio e
di biblioteca, ci è capitato
d’imbatterci nella non esigua
produzione a stampa del medico
quinzanese Giovanni Planerio Quinziano (1509-1600), che comprende
parecchi titoli soprattutto di
argomento strettamente medico, ma
che non disdegna qualche
sconfinamento in materie più
genericamente scientifiche e
letterarie, non lontane peraltro
dagli orizzonti culturali della
formazione umanistica ricevuta in
gioventù dal fortunato
professionista.
Tra le
numerose pubblicazioni, tutte
rigorosamente in buon latino
rinascimentale come si addiceva nei
secoli passati a studi di carattere
tecnico, si distingue in particolare
per il suo interesse storico
l’opuscolo dal titolo che in
italiano suona “Breve descrizione
della sua Patria ed elenco dei
Personaggi Illustri di quella
Patria, in cui si discorre
dell’immortalità dell’anima”,
dove la patria nominata è
evidentemente Quinzano.
Se non la
prima trattazione del genere in
assoluto, è certamente la prima
opera su Quinzano e sui quinzanesi
che abbia avuto l’onore delle
stampe. Ad essa attinsero
abbondantemente gli scrittori
successivi, specialmente il Pizzoni
nella sua Historia di Quinzano
del 1640; il Nember la consultò per
stendere gli appunti sui personaggi
quinzanesi (pubblicati da Guerrini
nel 1934) e naturalmente per la
biografia del Planerio; ma dopo
Nember sembra che l’ostacolo della
lingua latina ne abbia tenuto a
distanza quanti si sono occupati in
vario modo delle vicende del nostro
borgo.
Ci è sembrato
significativo inaugurare il nostro
lavoro di divulgazione proponendo la
traduzione pressoché integrale di
quest’operetta, piena di ammirazione
e di affetto per la terra d’origine,
che rappresentò al suo tempo un
precoce segno di interesse concreto
per Quinzano e il suo ambiente
sociale e culturale da parte di un
cittadino dalla carriera
internazionale, desideroso di
illustrare i fasti del suo paese
agli occhi dei patroni stranieri.
La complessa e
ricca personalità dell’autore
cinquecentesco meritava, però,
qualche puntualizzazione, se non
altro perché conoscere colui che
scrive illumina il senso dello
scritto: a questo scopo abbiamo
attinto alla documentata ricerca che
su di lui pubblicò oltre due secoli
or sono Giuseppe Nember, in margine
alla biografia più estesa e completa
di un altro celebre quinzanese del
Rinascimento: Giovanni Francesco
Quinziano Stoa.
Infine, dal
momento che è riemerso tra le carte
polverose degli archivi notarili
anche il testamento dettato dal
Planerio nel 1596, l’abbiamo
tradotto e aggiunto in appendice, a
completare il ritratto di un uomo
tutto dedito alla professione ed
alla cultura, agli affetti
familiari, alle amicizie
intellettuali ed alla fede
religiosa, nello spirito genuino
della Controriforma intimamente
vissuta.
tc |