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FRAMMENTI
DI UNA TERRA
Il
paese di Quinzano intorno al 1540 negli
appunti di Pandolfo Nassino e nella
relazione di Annibale Grisonio
Presentazioni
traduzioni e commenti a cura di
Tommaso Casanova,
(‘I Quaderni del Castello’,
2), Quinzano d’Oglio - Bordolano, GAFO-Quinzano
- Cassa
Rurale ed Artigiana di Bordolano (Cr), 1993,
pp. 128
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uesto testo è
il frutto di un esperimento, nel
tentativo di mettere in campo alcuni
problemi della ricerca storica
locale e di dare concretezza, in
qualche modo, a un progetto che da
tempo ci stimolava senza riuscire a
prendere una forma precisa
soddisfacente. Certo, in quanto
esperimento, può forse dar luogo a
qualche inconveniente; e tuttavia il
riscontro positivo che hanno talora lavori
del genere ci ha spronato a proseguire sulla strada
intrapresa, nella consapevolezza della
responsabilità di mettere a disposizione del
maggior numero possibile di fruitori i
piccoli tesori del passato che la assidua
attività di ricerca pone dinanzi a ogni
passo.
Il criterio è sempre
quello che caratterizza i nostri lavori: proporre materiali
documentari significativi di un mondo, di
una cultura, di una società, nell’ambito
circoscritto del territorio della bassa
quinzanese, corredandoli di un minimo di
esplicazioni orientative rigororse e
indicando alcuni possibili percorsi di
lettura, senza insistere in una direzione
univoca, ma cercando di aprire spazi nuovi
per ulteriore ricerca.
La scelta è caduta,
questa volta, su due testi manoscritti di
notevole interesse documentario, quasi del
tutto inediti e dunque ancor più degni di
segnalazione.
Da tempo è noto che
intorno al 1540 era stato funzionario
governativo in Quinzano il nobile bresciano
Pandolfo Nassino, il quale amava annotare a
modo di diario le sue impressioni sui fatti
e le persone con cui veniva quotidianamente
in contatto. Ma non è tutto: nei
giorni 11 e 12 ottobre del 1540, proprio
mentre Nassino svolgeva le sue funzioni
governative in Quinzano, vi si recò in
visita pastorale alla parrocchia il vicario
vescovile don Annibale Grisonio, lasciandone
uno scrupoloso verbale, che tra l’altro
costituisce il primo documento del genere
per la diocesi di Brescia.
L’idea di affiancare
queste due testimonianze perfettamente
contemporanee ci ha subito attratto, e tanto
più il fatto di scoprire i numerosi intrecci
che le legano sensibilmente l’una all’altra,
e i reciproci riflessi che ne fanno quasi
due facce di un’unica antica moneta. In margine, poi, a
queste testimonianze di prima mano abbiamo
collocato un paio di contratti notarili
relativi al beneficio quinzanese di San
Faustino, anch’essi appartenenti agli stessi
anni, che mettono in campo personaggi più
volte richiamati nei due scritti principali.
dalla presentazione |